Bellini sul campo.
Le nostre Case History di successo

Abbiamo raccolto di seguito alcuni casi studio significativi che raccontano con i fatti perché scegliere i lubrificanti Bellini. Il comune denominatore è che i prodotti della Bellini fanno risparmiare e aumentano la produzione riducendo i fermi macchina. I nostri clienti parlano per noi.

Quelli che pensano verde e producono di più

Aumento della produttività del 25% e riduzione dei tempi di ciclo macchina del 6,39% è quanto ha ottenuto la Didimo Zanetti, leader nella produzione di ingranaggi, sostituendo gli oli minerali con l’olio vegetale Harolbio 5.

Didimo Zanetti, una delle più grandi società italiane produttrici di ingranaggi, con due sedi produttive, una a Bologna e l’altra ad Aprilia (LT), ha scelto i lubrorefrigeranti Bellini per aumentare la propria competitività sul mercato. In particolare, dopo una serie di test comparativi con altri prodotti, l’azienda ha individuato Harolbio 5, l’olio formulato con esteri vegetali, per la sostituzione nelle loro macchine degli oli minerali. Il test iniziale è stato effettuato su una dentatrice conico spiroidale. Le esigenze alle quali rispondere: impiego di un olio multifunzione, sia come olio da taglio che come olio idraulico, calo della fumosità e maggiore durata dell’utensile associata a una diminuzione del tempo ciclo per la realizzazione dei pezzi. I sorprendenti risultati ottenuti hanno convinto l’azienda a estendere l’utilizzo di Harolbio a tutte le macchine dei due stabilimenti.

I risultati ottenuti

L’utilizzo di Harolbio ha fornito alla dentatrice, sulla quale sono stati condotti i test campione, delle performance decisamente superiori rispetto a quelle ottenute con oli valutati in alternativa. In particolare ha ridotto i tempi ciclo macchina del 6,39% e ha permesso di aumentare il numero di pezzi lavorati per affilatura del 25%, con un aumento della produttività e una riduzione dei costi.

Da considerare, inoltre, il miglioramento delle condizioni igienico – sanitarie sia a livello ambientale che per la salute del lavoratore, rispetto all’utilizzo di oli minerali, essendo Harolbio di origine completamente vegetale e non contenendo I.P.A.

Le forature profonde sul titanio sono più sicure con i lubrorefrigeranti bio Alfa Laval Olmi, l’azienda globale svedese, sceglie Harolbio 1 FP, per lavorazioni speciali come quelle sul titanio. I vantaggi sono tangibili: riduzione di 1/3 delle punte acquistate, risparmio del 55-60% sul costo degli utensili, diminuzione del 30% sui tempi di fermo macchina.

Nella sede di Suisio (BG), Alfa Laval, l’azienda svedese leader nella produzione di scambiatori di calore, decanter e separatori, di fronte a una produzione difficile, come la realizzazione di 21.556 fori diametro 12,9 mm, passo foratura triangolare da 15,875 in piastre tubiere in titanio grado 12, per una profondità di 350 mm, ha deciso di sostituire l’emulsione acqua-olio con il prodotto vegetale Harolbio 1 FP. Una scelta vincente sotto molti punti di vista ma in particolare sicura e quasi obbligata per lavorazioni, come questa, di foratura profonda sul titanio come questa. Infatti in questi casi si devono utilizzare oli molto fluidi ma quelli minerali presentano un punto di infiammabilità molto basso e hanno anche un limite esplosivo. Harolbio 1 FP, invece, rispetto a oli minerali di uguale viscosità, ha un punto di infiammabilità molto più alto, non ha limite esplosivo e, inoltre, si comporta come un autoestinguente. I vantaggi sono stati anche tangibili e immediati, grazie alle migliori prestazioni dell’olio vegetale come migliori potere di foratura, maggiore stabilità all’ossidazione ed elevato potere lubrificante, infatti c’è stato un risparmio del 55-60% sul costo degli utensili, una riduzione del 30% dei tempi di fermo macchina e un risparmio di 1/3 sull’acquisto delle punte. Inoltre quando la punta raggiunge dimensioni minime, invece di buttarla viene sostituita e riutilizzata per forature di diametro inferiore.

19-11-2018

ACCREDITAMENTO WHP 2018

Così come negli anni 2012-2013-2014-2015-2016-2017 anche nel 2018 la Bellini Spa ha raggiunto i requisiti per essere accreditata  come”luogo di lavoro che promuove salute 2018″

WHP acronimo di “Workplace Health Promotion presuppone che una azienda non solo attui tutte le misure per prevenire infortuni e malattie professionali ma si impegni anche ad offrire ai propri lavoratori opportunità per migliorare la propria salute, riducendo i fattori di rischio generali e in particolare quelli maggiormente implicati nella genesi delle malattie croniche.

I luoghi di lavoro che promuovono la salute, ad esempio, incentivano e promuovono l’attività fisica, offrono opportunità per                        smettere di fumare, promuovono un’alimentazione sana ed equilibrata.

Per saperne di più 

13-09-2018

La Bellini Spa ottiene il riconoscimento del Bollino di Confindustria per l’Alternanza di Qualità

Bollino per l’Alternanza di Qualità (BAQ)

Un riconoscimento rilasciato da Confindustria alle imprese che realizzano percorsi di Alternanza Scuola

Il BAQ premia quelle imprese che si distinguono per la realizzazione di percorsi di Alternanza scuola-lavoro di elevata qualità attivando collaborazioni virtuose con scuole secondarie di secondo grado e centri di formazione professionale. La finalità del BAQ è quindi di promuovere i progetti di Alternanza Scuola-Lavoro e di valorizzare il ruolo e l’impegno delle imprese a favore dell’inserimento occupazionale delle nuove generazioni.

05-08-2018

Zanica, il volontariato sbarca in azienda Al lavoro l’integrazione è più «vera»

Alla Bellini spa ragazzi disabili tra uffici e magazzino: li seguono i dipendenti. Un’ora su due è pagata.

Alla Bellini spa di Zanica non si parla solo di affari. Il «buono» del progetto avviato lo scorso mese di marzo all’interno dell’azienda specializzata nella produzione di oli lubrificanti riguarda il volontariato. Una forma di impegno gratuito fifty-fifty che responsabilizza tutti, lavoratori e impresa, forti della premessa che «nella nostra azienda facciamo grande attenzione ai progetti legati al territorio e alla responsabilità sociale d’impresa», come spiega Marco Bellini, presidente e amministratore delegato della società, che con i fratelli Stefano e Andrea rappresenta la terza generazione alla guida dell’azienda.

Qui si fa a metà: la quindicina di dipendenti che ha aderito al progetto di volontariato a favore della Fondazione Papa Giovanni XXIII di Valbrembo – centro che si occupa di persone con disabilità cognitiva complessa, affette da disturbi di tipo autistico ma non solo – ci «rimette» un’ora del suo tempo, mentre l’altra la paga l’azienda.

Continua la lettura integrale dell’articolo

18-07-2018

CleanTech4

La 4a conferenza europea sulle tecnologie pulite nell’industria siderurgica

BERGAMO 28/11/2018

La 4a conferenza europea sulle tecnologie pulite nell’industria siderurgica (CLEAN TECH 4) sarà organizzata da AIM, l’associazione italiana per Metallurgia, a Bergamo – Italia il 28-29 novembre 2018.

La Bellini nella figura del suo Presidente Marco Bellini è stata invitata a presentare la sua tecnologia che essendo in linea con i principi della conferenza mette al primo piano i lavoratori e l’ambiente.  

Di cosa si parlerà

Questo incontro è volto a creare un’opportunità per uno scambio tecnico a livello internazionale tra i numerosi esperti coinvolti nella fabbricazione dell’acciaio per informare sulle ultime realizzazioni tecniche in tutte le fasi di produzione e sui benefici ambientali dell’utilizzo dell’acciaio.

CLEAN TECH 4 è dunque un forum per ricercatori e produttori di acciaio per esaminare i recenti sviluppi sui seguenti argomenti principali:

Tecnologia pulita: riduzione degli impatti ambientali e delle emissioni per soddisfare e superare gli attuali obiettivi delle migliori pratiche e soddisfare i requisiti delle normative future

Efficienza energetica e riduzione delle emissioni di CO2: in che modo l’industria siderurgica può contribuire a un’economia a basse emissioni di carbonio, compresi sviluppi quali ULCOS, AISI CO2, CORSO 50, sistemi biologici / algali, utilizzo del carbonio ed efficienza energetica

Efficienza dei materiali: ottimizzazione dell’uso delle materie prime e della resa dei processi, implementazione di una gestione integrata dei rifiuti e adozione di prodotti industriali.

Cicli di vita del prodotto: dimostrazione del ruolo chiave dei prodotti siderurgici in una società sostenibile attraverso l’implementazione dell’LCA.

08-06-2018

Anche il ZARO MACCHINE consiglia HAROLBIO 1

HAROLBIO 1 sul libretto   ZARO MACCHINE

Anche l’omologazione ZARO MACCHINE si aggiunge a quella IMSA e CLC. ZARO MACCHINE raccomanda ufficialmente ai propri clienti di utilizzare HAROLBIO 1 sulle proprie affilatrici.


Chi è ZARO MACCHINE?

Azienda operante nel mondo dell’utensileria e della rettifica di precisione, una delle realtà italiane più importanti nella produzione di affilatrici.

08-06-2018

Anche il Gruppo SAMP consiglia HAROLBIO 1

HAROLBIO 1 sul libretto SAMP  

 

L’omologazione SAMP si aggiunge a quella IMSA e CLC. SAMP consiglia HAROLBIO 1 per le sue rettifiche con mola da forma e a vite.

Chi è SAMP

Leader nella produzione di macchine per il cavo e il filo, ingranaggi e riduttori speciali, utensili per il taglio d’ingranaggio e macchine utensili per la rettifica e sbarbatura di ingranaggi. Composta da 4 aziende: Sampsistemi, Sampingranaggi, Samputensili Machine Tools e Samputensili Cutting Tools,

L’omologazione SAMP si aggiunge a quella IMSA e CLC. SAMP consiglia HAROLBIO 1 per le sue rettifiche con mola da forma e a vite.

SAMP è parte del gruppo Maccaferri.

 

 

Presenza globale SAMP  

18-06-2018

Bellini insegna a diventare squadra 

 

 

Dall’articolo del  Giorno di Bergamo  del  18 Giugno 2018 Bellini insegna a diventare squadra << Porte aperte ai ragazzi disabili. La solidarietà fa bene all’azienda>>

Porte aperte ai disabili

01-04-2018

CASE HISTORY MECCANICA MAZZOTTI

Meccanica Mazzotti è specializzata nelle lavorazioni in conto terzi per aziende del comparto delle macchine agricole, stradali e gru. In officina sono installati centri di tornitura e centri di lavorazione fino alle rettifiche. Gestire grandi quantità di lubrorefrigerante è complesso. La consulenza dei tecnici Bellini Lubrificanti fa la differenza.

Leggi l’articolo

01-03-2018

BELLINI E C.L.C.

Le aziende che hanno saputo investire nello sviluppo di macchine moderne, hanno potuto superare i periodi di crisi in maniera eccelente. Una di queste aziende è la C.L.C. che è cresciuta e ha acquisito nuove fette di mercato. Per raggiungere questo obiettivo si è avvalsa del lubrirefrigeranti Harolbio 5.

Leggi l’articolo

30-11-2017

La bellini RaddoppiaL’ECO DI BERGAMO PARLA DI NOI

 Articolo del 30-11-2017: La Bellini raddoppia lo stabilimento e guarda agli States!

L’investimento.

Tre milioni di euro per un capannone che ospiterà la logistica e il magazzino automatizzato per far fronte anche alla crescita verso i mercati esteri.

L’area della nostra azienda passerà dagli attuali 3.000 a 6.000 metri quadrati.

La data di conclusione dei lavori del nuovo stabilimento è stimati per Settembre 2018.

Entro la fine del 2018 e inizio del 2019 è previsto un ulteriore investimento di 500.000 euro per nuovi impianti in modo da raddoppiare la capacità produttiva entro il 2019.

I Numeri della Bellini Spa

Ad oggi dal sito di via Milani escono 10.500 tonnellate di olio lubrificante con l’investimento in cantiere la capacità produttiva salirà a 25.000 tonnellate e non è escluso che tra qualche anno anche gli uffici e il laboratorio di ricerca e sviluppo saranno interessati da un ampliamento.

A tal proposito è già stato condotto uno studio di fattibilità.

L’investimento si coniuga non solo con la crescita aziendale ma anche con quella occupazionale!

Infatti la pianta organica nell’ultimo anno ha superato quota 50 dipendenti.

Infatti oggi i dipendenti sono complessivamente 52  con una età media di 30 anni.

Ecco il rendering di come sarà il nuovo stabilimento

8809_bellini_capannone_vista_scuro

Clicca qui per continuare la lettura!

12-10-2017

Iso 14001-2015 Certificato n° 24726-Logo Bis

Iso 14001:2015

In data 10 Ottobre 2017 la Bellini Spa ha raggiunto un ulteriore importante traguardo con la Certificazione Iso 14001:2015.

La sigla ISO 14001 identifica uno standard di gestione ambientale (SGA) che fissa i requisiti di un «sistema di gestione ambientale» e fa parte della serie ISO 14000 sviluppate dall’”ISO/TC 207″.

Bellini e i suoi clienti stanno dalla parte dell’ambiente.

 

“Per lo scopo di certificazione definito, un’organizzazione con sistema di gestione ambientale certificato ISO 14001 gestisce le proprie attività nei confronti dell’ambiente e dimostra il proprio impegno per:

A. limitare l’inquinamento.
B. soddisfare requisiti legali ed altri applicabili
C. migliorare in modo continuativo il proprio sistema di gestione ambientale in modo da migliorare, in senso globale, la propria prestazione ambientale”

Ci si attende, in particolare, che la certificazione ISO 14001 dimostri – per lo scopo definito – che l’organizzazione:

  1. ha definito una politica ambientale idonea alla natura, alle dimensioni e agli impatti ambientali delle sue attività e dei suoi prodotti e servizi.
  2. ha definito gli aspetti ambientali delle sue attività, dei suoi prodotti e servizi che è in grado di controllare e/o influenzare, e ha identificato quelli che potrebbero avere un impatto ambientale importante (inclusi quelli che riguardano fornitori e contraenti).
  3. ha predisposto procedure per individuare leggi ambientali e altri requisiti applicabili per definire come questi vengono applicati ai propri aspetti ambientali e per mantenere aggiornate le relative informazioni.
  4. ha attivato controlli efficaci per soddisfare i requisiti legali e altri applicabili.
  5. ha definito obiettivi ambientali che siano misurabili, ove praticabile, prendendo in considerazione requisiti di legge e fattori ambientali significativi, e ha predisposto pro-grammi per raggiungere questi obiettivi.
  6. garantisce che il personale che opera per l’organizzazione è consapevole dei requisiti del sistema di gestione ambientale e che ha la competenza di effettuare attività che possono avere importanti impatti ambientali.
  7. ha attuato procedure per la comunicazione interna, come rispondere alle – e comunicare, se necessario, con le – parti esterne interessate.
  8. garantisce che le operazioni associate a impatti ambientali significativi siano effettuate con controlli e monitoraggi specifici, e controlla le caratteristiche chiave delle proprie operazioni che potrebbero avere un importante impatto ambientale.
  9. ha stabilito e (ove possibile) testato procedure per affrontare emergenze che potrebbero avere impatto sull’ambiente.
  10. valuta periodicamente la conformità con i requisiti legali ed altri.
  11. provvede per evitare le non conformità e ha previsto procedure per:
    1. trattare eventuali non conformità;
    2. analizzare le cause di tale non conformità ed effettuare azioni correttive per evitare eventuali ripetizioni delle stesse.
  12. ha attuato procedure efficaci per il riesame da parte della direzione e verifiche ispettive interne.

Apri certificazione

13-09-2017

SandvikSandvik USES VEGETABLE OIL IN COMPUTER CONTROLLED MACHINING

Case History: TORMA BIO 2 presso Sandvik Vegetable oils have many advantages as industrial lubricants, but their deficiencies often outweigh their benefits. At the R&D center in Rovereto, Italy, Sandvik has found a way to make vegetable oil standard for all its computer-controlled manufacturing machines.

Apri case history da sito Sandvik

24-07-2017

Company to watch

Bellini SpA ottiene il riconoscimento DATABANK di CERVED: “Company to watch”2017

Alla società BELLINI è stato assegnato per il 2017 il riconoscimento “Company to Watch” all’interno dell’analisi Databank di CERVED del settore Oli lubrificanti. I fattori distintivi:

  • Ricerca e sviluppo prodotti, indirizzata verso la realizzazione di lubrificanti a base vegetale a basso impatto ambientale.

 Apri

09-05-2017

MABCase History Metallurgica Alta Brianza

L’utilizzo dell’olio lubrificante vegetale HAROLBIO di Bellini lubrorefrigeranti ha contribuito al miglioramento dei processi produttivi di Metallurgica Alta Brianza S.p.A, consentendogli di raggiungere ottimi livelli di finitura durante le operazioni di trafilatura delle barre, oltre che un’elevata protezione dei manufatti dalla corrosione.

Apri articolo

Articolo pubblicato dalla rivista “Teconologie meccaniche” di settembre 2016

09-05-2017

FasterCase History Faster S.p.A.

 

 

Case history uso HAROLBIO 5 di Bellini presso Faster S.p.A.

Abbattere insalubri emissioni di nebbie oleose e nel contempo aumentare le prestazioni delle macchine. Si può fare con gli oli di origine vegetale. Ce lo conferma Faster che impiega l’olio Harolbio 5 di Bellini.

Apri articolo

09-05-2017

Disa

Case History DISA Diesel Iniezione S.p.A.

Case history uso lubrorefrigeranti vegetali HAROLBIO di Bellini presso DISA Diesel Iniezione SpA.

Produrre componenti per l’iniezione di grandi motori diesel, necessita lavorazioni di alta precisione.

Dalla tornitura fino alla rettifica, all’elettroerosione e alla lappatura, è necessario utilizzare macchine utensili dedicate e molto precise.

Il lubrorefrigerante è strategico, sia per la finitura dei pezzi sia per l’economia del ciclo produttivo. La collaborazione tra Disa e Bellini lubrificanti.

Apri articolo

09-05-2017

EmmecomponentiCase History Emmecomponenti 

Tra Emmecomponenti, azienda specializzata nella componentistica meccanica di alto livello e Bellini Lubrificanti continua una partnership all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità ambientale. Quando gli investimenti in tecnologia si traducono in efficienza e produttività.

Articolo pubblicato dalla rivista “RMO” Ottobre 2016

Apri articolo

09-05-2017

Rettifiche Meccaniche TirelliCase History Rettifiche Meccaniche Tirelli 

Case history uso Harolbio 1 presso Rettifiche Meccaniche Tirelli di S. Maria Del Piano, Parma. Il perfetto connubio fra rettificatrici di alta qualità, grande competenza tecnica e lubrorefrigeranti di ultima generazione Harolbio migliora i risultati nella rettifica delle viti senza fine e dei rotori per compressori d’aria.

Articolo pubblicato dalla rivista “Organi di Trasmissione” febbraio 2016

Apri articolo

09-05-2017

 Case History C.L.C.Case History C.L.C

Le aziende che hanno saputo investire nello sviluppo di macchine moderne, perfezionando meccanica, elettronica e software, hanno potuto superare i periodi di crisi in maniera eccellente.

Come è accaduto all’azienda emiliana C.L.C., che è cresciuta e ha acquisito nuove fette di mercato. Per raggiungere questo obiettivo C.L.C. si è avvalsa dei lubrorefrigeranti Harolbio 5 di Bellini.

Articolo pubblicato dalla rivista “Organi di Trasmissione” di dicembre 2016

Apri articolo

09-05-2017

Case History Trasmissioni BuzzolanCase History Trasmissioni Buzzolan

Nella produzione di ingranaggi, a volte, si trascura l’importanza di un’attenta scelta dei fluidi da taglio.

Non così accade presso Trasmissioni Buzzolan, che ha adottato il lubrorefrigerante Harolbio 5 di Bellini.

Articolo pubblicato sulla rivista “Organi di Trasmissione” Gennaio 2017

Apri articolo

13-06-2016


Company to watch 2016Bellini SpA ha ottenuto il riconoscimento DATABANK di CERVED : “Company to watch” 2016

Alla società BELLINI è stato assegnato per il 2016 il riconoscimento “Company to Watch” all’interno dell’analisi Databank di CERVED del settore Oli lubrificanti. I fattori distintivi:

  • Ricerca e sviluppo prodotti, indirizzata verso la realizzazione di lubrificanti a base vegetale a basso impatto ambientale.
  • Elevata specializzazione nell’industria della lavorazione metalli.
  • Penetrazione in mercati maggiormente sensibili all’offerta di prodotti a basso impatto ambientale.
  • Investimenti nell’area produzione per il potenziamento della capacità produttiva

Apri

18-11-2015

ImsaCase History Bellini e Imsa

LUBRIFICAZIONE ECOSOSTENIBILE AL SERVIZIO DELLA FORATURA PROFONDA

articolo pubblicato dalla rivista Stampi di ottobre 2015
Case history uso Harolbio 2 S EP della Bellini SpAin IMSA

Punto di riferimento nella progettazione e costruzione di macchine per la foratura profonda, IMSA, confermando il proprio impegno e attenzione all’ambiente, ha deciso di usare, sia per la fase di test che per la messa a punto delle proprie macchine, lubrorefrigeranti ecologici della Bellini, consigliandone l’impiego anche ai propri clienti.
Lubrificazione ecosostenibile al servizio della foratura profonda

“STAMPI” ottobre 2015 – Speciale Innovazione per la ripresa

Attenzione all’innovazione tecnologica, all’evoluzione di prodotto e altrettanta all’ambiente. Questa la visione sinergica perseguita da tempo da IMSA, Industria Macchine Speciali Automatiche, azienda con sede a Barzago (LC) specializzata nella costruzione di macchine per la foratura profonda, ovvero soluzioni realizzate su commessa e su singola specifica, personalizzate in base alle necessità dei clienti grazie a una vasta scelta di opzioni. Oltre 400 gli esemplari realizzati sino ad oggi, operative in ogni parte nel mondo presso aziende di tutte le dimensioni, dalle più piccole alle più strutturate.

«Nella nostra azienda – conferma Francesco Colombo, uno dei titolari – attenzione all’ambiente e all’ecologia assume un significato importante che ci coinvolge a tutto tondo sia da punto di vista operativo, per esempio con l’impianto fotovoltaico di quasi 200 kW installato sulla copertura del nostro stabilimento con il quale viene prodotta gran parte dell’energia elettrica che serve alle nostre attività, sia con scelte produttive, per esempio identificabili con l’impiego di oli e lubrorefrigeranti biodegradabili. Questi ultimi sono utilizzati da tempo in tutte le fasi di test e di messa a punto delle nostre macchine e, a titolo informativo, ne consigliamo l’uso anche ai nostri clienti».

L’azienda lecchese ha infatti scelto da tempo i prodotti della linea di lubrorefrigeranti Harolbio sviluppati da Bellini Spa, azienda con alle spalle una quarantennale esperienza specialistica diretta nel settore dei lubrificanti e dei fluidi per l’industria.

Foratura automatica circuiti di raffreddamento complessi

Harolbio è un lubrorefrigerante intero, esente da olio minerale, formulato per operazioni di asportazione truciolo di materiali ferrosi e non ferrosi. È formulato con materie prime di ultima generazione, costituite da esteri di sintesi e naturali raffinati con metodo esclusivo, in miscela con addittivi antisaldanti E.P. per Estreme Pressioni di tipo solforato attivo-inattivo, antiusura a base di composti fosforati esenti Zinco, antiossidanti, antiruggine e passivatori metallici i quali, esercitando tra di loro un’azione sinergica, danno luogo a un prodotto dalle elevate prestazioni.

Nella sua versione denominata Harolbio 2 S EP (ovvero quella adottata da IMSA) tale lubrorefrigerante è particolarmente indicato nelle operazioni di foratura profonda con sistemi Ejector, cannone e BTA.

«Un lubrorefrigerante – aggiunge Colombo – che ovviamente adotteremo anche per la fase di test e collaudo del nostro nuovo centro di foratura profonda e fresatura MF 1300 BB/4P evo, la cui principale peculiarità risiede nel sistema di cambio automatico di 4 gruppi di lavorazione. Presenteremo questa nuova macchina in EMO».

Stiamo parlando di una macchina a 8 assi ad alta tecnologia progettata e realizzata per la foratura di circuiti di raffreddamento complessi in stampi fino a 12 tonnellate, per un diametro fino a 2.600 mm in rotazione entro la struttura della macchina.

Con possibilità di lavorazioni a doppia inclinazione (rotazione tavola portapezzo inclinazione unità di lavorazione), la nuova MF 1300 BB/4P vanta una struttura Gantry verticale del montante che garantisce la rigidità in ogni posizione verticale, ed è equipaggiata di magazzino automatico per il cambio di 4 gruppi di foratura profonda.

L’unità di lavorazione consta di due mandrini. Il primo, raffreddato a liquido, è dedicato alla foratura profonda di fori da 5 a 40 mm di diametro per profondità massime sino a 1.300 mm in ciclo unico, con potenza motore mandrino 11 kW, rotazione massima 4.200 giri/min. Il secondo è invece un elettromandrino di fresatura da 29 kW/6.000 giri/min, anch’esso raffreddato a liquido, con corsa aggiuntiva indipendente per tutte le lavorazioni complementari alla foratura profonda (lamature, filettature e grande fresatura).

«Il magazzino di cambio punta – spiega lo stesso Colombo – è equipaggiato come già menzionato di 4 gruppi punta, permette la sostituzione automatica del gruppo punta a cannone senza intervento dell’operatore. Ciascun gruppo punta è costituito da una punta a cannone completa di scatola trucioli, bussola guidapunta, le proprie lunette di supporto e portamandrino ISO50».

LUBRIFICAZIONE ECOSOSTENIBILE AL SERVIZIO DELLA FORATURA PROFONDA

articolo pubblicato dalla rivista Stampi di ottobre 2015
Case history uso Harolbio 2 S EP della Bellini SpAin IMSA

Punto di riferimento nella progettazione e costruzione di macchine per la foratura profonda, IMSA, confermando il proprio impegno e attenzione all’ambiente, ha deciso di usare, sia per la fase di test che per la messa a punto delle proprie macchine, lubrorefrigeranti ecologici della Bellini, consigliandone l’impiego anche ai propri clienti.
Lubrificazione ecosostenibile al servizio della foratura profonda

“STAMPI” ottobre 2015 – Speciale Innovazione per la ripresa

Attenzione all’innovazione tecnologica, all’evoluzione di prodotto e altrettanta all’ambiente. Questa la visione sinergica perseguita da tempo da IMSA, Industria Macchine Speciali Automatiche, azienda con sede a Barzago (LC) specializzata nella costruzione di macchine per la foratura profonda, ovvero soluzioni realizzate su commessa e su singola specifica, personalizzate in base alle necessità dei clienti grazie a una vasta scelta di opzioni. Oltre 400 gli esemplari realizzati sino ad oggi, operative in ogni parte nel mondo presso aziende di tutte le dimensioni, dalle più piccole alle più strutturate.

«Nella nostra azienda – conferma Francesco Colombo, uno dei titolari – attenzione all’ambiente e all’ecologia assume un significato importante che ci coinvolge a tutto tondo sia da punto di vista operativo, per esempio con l’impianto fotovoltaico di quasi 200 kW installato sulla copertura del nostro stabilimento con il quale viene prodotta gran parte dell’energia elettrica che serve alle nostre attività, sia con scelte produttive, per esempio identificabili con l’impiego di oli e lubrorefrigeranti biodegradabili. Questi ultimi sono utilizzati da tempo in tutte le fasi di test e di messa a punto delle nostre macchine e, a titolo informativo, ne consigliamo l’uso anche ai nostri clienti».

L’azienda lecchese ha infatti scelto da tempo i prodotti della linea di lubrorefrigeranti Harolbio sviluppati da Bellini Spa, azienda con alle spalle una quarantennale esperienza specialistica diretta nel settore dei lubrificanti e dei fluidi per l’industria.

Foratura automatica circuiti di raffreddamento complessi

Harolbio è un lubrorefrigerante intero, esente da olio minerale, formulato per operazioni di asportazione truciolo di materiali ferrosi e non ferrosi. È formulato con materie prime di ultima generazione, costituite da esteri di sintesi e naturali raffinati con metodo esclusivo, in miscela con addittivi antisaldanti E.P. per Estreme Pressioni di tipo solforato attivo-inattivo, antiusura a base di composti fosforati esenti Zinco, antiossidanti, antiruggine e passivatori metallici i quali, esercitando tra di loro un’azione sinergica, danno luogo a un prodotto dalle elevate prestazioni.

Nella sua versione denominata Harolbio 2 S EP (ovvero quella adottata da IMSA) tale lubrorefrigerante è particolarmente indicato nelle operazioni di foratura profonda con sistemi Ejector, cannone e BTA.

«Un lubrorefrigerante – aggiunge Colombo – che ovviamente adotteremo anche per la fase di test e collaudo del nostro nuovo centro di foratura profonda e fresatura MF 1300 BB/4P evo, la cui principale peculiarità risiede nel sistema di cambio automatico di 4 gruppi di lavorazione. Presenteremo questa nuova macchina in EMO».

Stiamo parlando di una macchina a 8 assi ad alta tecnologia progettata e realizzata per la foratura di circuiti di raffreddamento complessi in stampi fino a 12 tonnellate, per un diametro fino a 2.600 mm in rotazione entro la struttura della macchina.

Con possibilità di lavorazioni a doppia inclinazione (rotazione tavola portapezzo inclinazione unità di lavorazione), la nuova MF 1300 BB/4P vanta una struttura Gantry verticale del montante che garantisce la rigidità in ogni posizione verticale, ed è equipaggiata di magazzino automatico per il cambio di 4 gruppi di foratura profonda.

L’unità di lavorazione consta di due mandrini. Il primo, raffreddato a liquido, è dedicato alla foratura profonda di fori da 5 a 40 mm di diametro per profondità massime sino a 1.300 mm in ciclo unico, con potenza motore mandrino 11 kW, rotazione massima 4.200 giri/min. Il secondo è invece un elettromandrino di fresatura da 29 kW/6.000 giri/min, anch’esso raffreddato a liquido, con corsa aggiuntiva indipendente per tutte le lavorazioni complementari alla foratura profonda (lamature, filettature e grande fresatura).

«Il magazzino di cambio punta – spiega lo stesso Colombo – è equipaggiato come già menzionato di 4 gruppi punta, permette la sostituzione automatica del gruppo punta a cannone senza intervento dell’operatore. Ciascun gruppo punta è costituito da una punta a cannone completa di scatola trucioli, bussola guidapunta, le proprie lunette di supporto e portamandrino ISO50».

Grazie a questo sistema è possibile forare senza interruzioni fino a 4 volte tanto rispetto a un centro di foratura IMSA serie BB senza “cambio punte”. L’utilizzatore potrà attrezzare il magazzino con punte a cannone “gemelle”, prolungando la funzionalità di foratura per il medesimo diametro senza fermarsi quando la prima punta necessita di affilatura; oppure potrà attrezzare la macchina per la foratura automatica con diversi diametri. L’attrezzaggio avviene in tempo mascherato, mentre la macchina sta lavorando, in modo che neppure questa fase vada ad incidere sulla produttività e sulla redditività.

Da sottolineare che le lavorazioni preliminari e di completamento, rispetto ai fori profondi, sono eseguite su questa macchina in modo completamente automatico grazie al potente elettromandrino di fresatura raffreddato a liquido. La possibilità di lavorare a lungo in modalità automatica riduce drasticamente il lead time di costruzione dello stampo. La macchina è concepita per la lavorazione sulle 4 facce del pezzo: Rtcp avanzato per lavorazioni a doppia inclinazione; singola origine per la gestione dei due mandrini sui 4 lati del pezzo; assi trasversali estesi su testa e tavola aumentano la raggiungibilità al pezzo, con una considerevole riduzione dei tempi di set-up.

Il valore aggiunto prestazionale della biodegrabilità

Come già rimarcato, IMSA ha deciso da tempo di adottare lubrorefrigeranti Harolbio per tutte le proprie nuove macchine.

«Il rapporto di collaborazione con Bellini – aggiunge Colombo – è in essere da circa un paio d’anni, momento in cui abbiamo iniziato la progressiva sostituzione coi nuovi oli e lo smaltimento di quelli fino ad allora utilizzati».

Dal punto di vista puramente ambientale, Harolbio, esente da composti clorurati, garantisce non solo una ridotta formazione di fumi e vapori in lavorazione, ma anche completa biodegradabilità e, soprattutto, massima tollerabilità da parte degli operatori in quanto non contiene né componenti nocivi né irritanti.

«È interessante anche osservare – prosegue Colombo – come l’impiego di Harolbio abbia inciso positivamente sia dal punto di vista prestazionale, sia progettuale per le nostre macchine. Per esempio, oggi possiamo utilizzare cavi in posa mobile in Pur riuscendo a mantenere la massima flessibilità degli stessi. Impiegare oli normali ha un risvolto che poi si ripercuote nell’eventuale necessità di sostituzione degli stessi. Come anche le vernici piuttosto che le coperture in plexiglass, materiali che possono subire nel tempo dei danneggiamenti. La scelta attuata va quindi nella direzione di massima affidabilità e durabilità delle nostre macchine. Una qualità che deve riflettersi non solo nella produttività, ma anche nell’accezione più ampia della fornitura».

Altri punti di forza distintivi della gamma Harolbio di Bellini riguardano poi anche: l’elevato punto di infiammabilità per operazioni in assoluta sicurezza; la buona scorrevolezza anche a basse temperature, unitamente all’elevato potere bagnante, per cui l’olio si disperde sulla superficie metallica in modo rapido e uniforme; ottimo potere untuosante; elevato potere antisaldante di taglio, EP e lubro-distaccante per finiture di indiscussa qualità. Senza dimenticare la buona resistenza all’ossidazione e alla ruggine, l’alto potere antiusura, la bassa temperatura dei pezzi lavorati e l’eventuale sfrido ben frantumato e spezzettato. Questo lubrorefrigerante è infatti indicato per tutte le operazioni, anche gravose, di asportazione e taglio, con sistemi sia di lubrificazione tradizionale a getto sia di tipo minimale spray, su alluminio, acciai, acciai legati, inox, inconel.

IMSA – FORATURA PROFONDA PER VOCAZIONE

Fondata nel 1988 e situata a Barzago (LC),IMSA, Industria Macchine Speciali Automatiche, è una dinamica azienda da sempre specializzata nella costruzione di macchine di foratura profonda, il cui impiego spazia in svariti settori della meccanica moderna.

Grazie alla consolidata esperienza dei propri tecnici ha per certi versi tracciato il passo dell’evoluzione tecnologica in questo ambito operativo. In tale contesto l’iniziale concezione “tradizionale”, che nel 1992 ha ispirato la prima foratrice (ancora oggi in funzione), ha infatti presto ceduto il posto a proposte più moderne, da cui sono poi scaturite le più recenti innovazioni nel settore.

Già dal 1997 le foratrici serie “B2” proposte al mercato dispongono di un mandrino di fresatura posto a fianco del mandrino di foratura profonda: il passaggio fra le lavorazioni non implica più smontaggi e avviene in modo automatico.

Risale invece al 2000 la serie “BB” con montante “gantry” verticale e l’innovativa unità inclinabile per forature a doppia inclinazione. Nel 2007 l’azienda propone agli addetti ai lavori il centro di foratura profonda e fresatura MF1000/2F per pezzi di media taglia e forature di media complessità (ortogonali e a singola inclinazione); centro riproposto nel 2010 con la nuova tavola roto-tiltante.

Grande attenzione ripone l’azienda da sempre anche verso i modelli più piccoli (con 3 assi controllati), dimostrazioni concrete di quanto possa essere economico e competitivo lavorare con una foratrice automatica e completa.

Le serie denominate MFT e MFTB per la foratura assiale di tondi rispettivamente con punta a cannone o metodo Bta completano la gamma standard, a cui si aggiungono soluzioni dedicate e progettate su misura, generalmente richieste dal settore automotive.

Con oltre 400 foratrici che lavorano nel mondo e un organico di circa 35 persone l’azienda, che oggi esporta circa il 70% della propria produzione, si propone come qualificato partner tecnologico, capace di soddisfare le più diverse esigenze di foratura profonda in termini di prestazioni, affidabilità e qualità di prodotto.

BELLINI – INNOVAZIONE TECNOLOGICA PER TUTTE LE LAVORAZIONI MECCANICHE

Nata dalla collaborazione tra il laboratorio di ricerca e sviluppo Bellini e centri di ricerca universitari, la linea di prodotti per la lavorazione di metalli Harolbio è formulata con materie prime provenienti da fonti rinnovabili e biodegradabili.

L’impiego di esteri di derivazione naturale geneticamente e chimi¬camente modificati, abbinata a una tecno¬logia produttiva all’avanguardia, rappresentano il cuore pulsante in cui convergono anche un’esperienza pluridecennale di Bellini e un intenso lavoro di ricerca e sviluppo.

Infatti Bellini ha saputo leggere nelle richieste espresse e inespresse dei propri clienti la necessità di colmare una lacuna nei prodotti per le lavorazioni meccaniche.

Da anni, infatti, nel mercato dei lubrificanti industriali erano presenti oli lubrificanti a base di esteri di sintesi, ma questi, spesso, nonostante i vantaggi prove¬nienti dall’assenza di olio minerale, davano e danno nel tempo problemi di stabilità termico-ossidativa, con conseguente formazione di lacche e residui, e scarsi benefici per formazione di fumi e nebbie e a volte sono caratterizzati da scarsa biode-gradibilità e rinnovabilità.

Prodotti di derivazione naturale, gli Harolbio forniscono tutti i vantaggi derivanti dall’assenza di olio minerale apportando importanti benefici operativi come quelli apprezzati anche da IMSA.

Apri Articolo

07-07-2015

Premio ODYSSEUS 2010Premio ODYSSEUS 2010

La Bellini Srl e’ tra le finaliste per il premio Odysseus 2010 nella sezione Ambiente e Energia.

07-07-2015

Iso 9001-2008 Certificato n° 527 LogoIso 9001:2008

In data 07 Settembre 2015 ha la Bellini Spa ha rinnovato la Certificazione Iso 9001 ottenuta per la prima volta nel Luglio 1996, come una delle primissime aziende del settore.

ISO 9001 è stato progettato come strumento di miglioramento del business e rappresenta lo standard di riferimento a livello internazionale per il Sistema di Gestione della Qualità (SGQ).

Scegliere Bellini significa fare una scelta di qualità.

“Per lo scopo di certificazione definito, un’organizzazione con un sistema di gestione certificato ISO 9001 fornisce con continuità prodotti che sono in conformità con i requisiti statutari e regolamentari applicabili e mira ad aumentare la soddisfazione del cliente” .
Cosa significa la certificazione secondo la norma ISO 9001 rilasciata sotto accreditamento.

Per ottenere prodotti conformi, il processo di certificazione accreditata deve fornire fiducia che l’organizzazione disponga di un sistema di gestione della qualità conforme ai requisiti applicabili della ISO 9001.

Ci si attende, in particolare, che la certificazione ISO 9001dimostri che l’organizzazione:
A. ha predisposto un sistema di gestione della qualità adeguato per i suoi prodotti e processi ed appropriato per lo scopo di accreditamento.
B. analizza e comprende le esigenze e le attese dei clienti nonché i requisiti statutari e regolamentari relativi ai propri prodotti.
C. garantisce che le caratteristiche del prodotto siano state definite in modo da soddisfare i requisiti del cliente e i requisiti statutari e regolamentari.
D. ha determinato e sta gestendo i processi necessari per finalizzare i risultati attesi (prodotti conformi e accresciuta soddisfazione cliente).
E. ha garantito la disponibilità delle risorse necessarie per il supporto alle attività e al monitoraggio dei suddetti processi.
F. effettua il monitoraggio e tiene sotto controllo le caratteristiche definite del prodotto.
G. si adopera per prevenire le non conformità e addotta processi di miglioramento predisposti per:
1. risolvere eventuali non conformità che si presentano (incluse quelle di prodotto che vengono individuate dopo la consegna);
2. analizzare le cause delle non conformità ed effettuare azioni correttive per evitare che si ripetano;
3. gestire reclami provenienti dai clienti.
H. ha effettuato una efficace verifica ispettiva interna e un processo di riesame da parte della direzione.
I. sta monitorando, misurando e migliorando in modo continuativo l’efficacia del suo sistema di gestione della qualità.

Apri certificazione

15-06-2015

MRO Foratura profonda pulita e produttiva -ALFA LAVALCase History MRO: Foratura profonda pulita e produttiva (ALFA LAVAL)

Case history Harolbio 1 FP in uso nello stabilimento Alfa Laval di Olmi di Suisio (BG)

Nello stabilimento Alfa Laval Olmi di Suisio (BG), l’introduzione dell’olio Harolbio 1 FP a base vegetale di Bellini ha permesso di ottenere importanti miglioramenti nella fase di realizzazione di fori profondi su piastre tubiere in titanio. Oltre a cospicui risultati produttivi sono migliorate le condizioni ambientali

Alfa Laval è leader globale in tre tecnologie chiave, tutte di vitale importanza nei processi industriali.

3 tecnologie chiave

La strategia produttiva di Alfa Laval ruota intorno a tre tecnologie chiave: scambio termico, separazione e movimentazione di fluidi. Tutte e tre le tecnologie sono di estrema importanza nel settore industriale. Alfa Lavaldetiene posizioni di mercato di prestigio nei settori tecnici di sua competenza.

10 segmenti di mercato

Negli ultimi anni, l’orientamento commerciale di Alfa Laval si è rafforzato grazie al consolidamento di 10 segmenti di mercato. Per promuovere un chiaro orientamento al cliente, i segmenti sono stati suddivisi in due gruppi: Process Technology ed Equipment, che seguono e sono dediti alla vendita di prodotti a specifici gruppi di clienti.

Presente in 100 paesi

I prodotti Alfa Laval sono distribuiti in circa 100 paesi, 50 dei quali dispongono di una propria rete di vendita. L’azienda possiede 20 grandi complessi produttivi (dodici in Europa, sei in Asia e due negli Stati Uniti) e 70 centri di assistenza.

11.400 dipendenti

Attualmente Alfa Laval impiega circa 11.400 dipendenti in tutto il mondo. La maggior parte di essi risiede in Svezia, Danimarca, India, Cina, Stati Uniti, Francia e Italia.

Più di 125 anni di gioventù

Gustaf de Laval è stato un grande genio della tecnica, inventore tra l’altro del separatore centrifugo e della prima turbina a vapore. Nel corso della sua vita, ha registrato 92 brevetti e dato vita a 37 società. Nel 1883, con il socio Oscar Lamm Jr, fondò AB Separator, società antesignana dell’odierna Alfa Laval.
Sviluppo costante

La strategia produttiva di Alfa Laval si fonda sulle posizioni di prestigio acquisite dall’azienda in tre tecnologie chiave: scambio termico, separazione e movimentazione dei fluidi. Fulcro del rafforzamento della competitività è lo sviluppo ininterrotto dei prodotti. Circa il 2,5% del totale delle vendite viene investito annualmente in progetti di ricerca e sviluppo, con il risultato di una media di 35-40 lanci di nuovi prodotti all’anno.

Nonstop Performance

La tranquillità dei clienti di Alfa Laval dipende dalla qualità del servizio di assistenza offerto. Per Alfa Laval, l’assistenza è un concetto omnicomprensivo che spazia dalla fornitura del più piccolo pezzo di ricambio alla garanzia di un’alleanza affidabile e che duri una vita intera. Alfa Laval dispone di una rete globale di più di 200 tecnici qualificati, di un’ampia gamma di soluzioni di assistenza competitive e di un’esperienza unica basata su più di 120 anni di attività e su centinaia di centri assistenza distribuiti in più di 50 paesi.

Apri il Pdf

10-12-2014

HAROLBIOHAROLBIO 5 video in lavorazione di metalworking

Video di HAROLBIO 5 della Bellini SpA in uso presso MI-METAL BRAMATI S.r.l.

Apri video

02-12-2014

L'Ammonitore Un amico in officinaL’Ammonitore: Un amico in officina

Articolo su Harolbio pubblicato dalla rivista L’Ammonitore di dicembre 2013

Un amico in officina
Nato da un progetto promosso da Bellini Lubrificanti in collaborazione con il Politecnico di Milano e l’Università di Brescia, Harolbio è un olio da taglio di origine naturale che ha segnato un cambiamento nel mondo della lubrorefrigerazione.
di Mattia Barattolo

L’esposizione ai lubrorefrigeranti ha rappresentato per anni il problema più rilevante di tipo igienico-sanitario nelle officine meccaniche. La maggior parte dei problemi era rappresentata dagli effetti cutanei di origine chimica e microbiologica e dal rischio cancerogeno mutageno da IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici). Questi ultimi sono presenti negli oli di derivazione minerale e tendono ad aumentare per effetto dello stress termico generato durante la lavorazione meccanica. Altri rischi per la salute provengono dall’utilizzo di oli solubili in acqua. Tali oli, oltre a quello minerale, possono contenere componenti rischiosi per la salute degli operatori, come ad esempio ammine secondarie, acido borico, conservanti che rilasciano formaldeide ecc., ognuno dei quali ha una funzione specifica nei sistemi a base acquosa. Per anni quindi sono stati studiati metodi per eliminare gli idrocarburi dagli oli lubrorefrigeranti da taglio per le lavorazioni meccaniche utilizzando come base al loro posto gli esteri di origine naturale.

Dai primi studi a oggi
Gli esteri hanno una capacità lubrificante molto maggiore rispetto agli idrocarburi perché, essendo costituiti da molecole polari, aderiscono alle superfici metalliche con un meccanismo di attrazione elettrostatica. Il film di olio lubrorefrigerante che viene a crearsi naturalmente impedisce il contatto diretto tra metallo e metallo per effetto delle forze di repulsione dette di Van der Waals, determinando una drastica riduzione dell’attrito a favore dell’allungamento della vita dell’utensile. Allora, qualcuno si chiederà, perché non sono stati utilizzati fin da subito in specifici ambiti? Per il semplice fatto che negli anni passati queste peculiari caratteristiche degli esteri di origine naturale si sono scontrate con seri problemi di industrializzazione a causa dei quali molte aziende pioniere hanno dovuto sopportare all’inizio costi troppo alti. Fu nel 2009 che prese il via il progetto dal titolo “Studio, ottimizzazione e applicazione di fluidi lubrificanti ecocompatibili nelle lavorazioni meccaniche”. Capofila di questo progetto fu la Bellini Lubrificanti di Zanica in provincia di Bergamo insieme ad altri partner industriali attivi sul territorio lombardo e con il contributo di vari partner scientifici e tecnologici tra i quali Politecnico di Milano e Università di Brescia. Fulcro del lavoro era la valutazione delle prestazioni sia sotto l’aspetto qualitativo che del rispetto delle norme igienico-ambientali offerte da una nuova generazione di oli lubrorefrigeranti 100% base estere di origine naturale (esenti da IPA): Harolbio. L’eccellenza di questo prodotto risiede nella selezione delle materie prime di partenza condotta in collaborazione con i produttori, nonché nella tecnologia formulativa che ha permesso l’utilizzo di oli naturali evitando il problema della polimerizzazione e dell’ossidazione che richiedevano costosi processi di sintesi.

Le peculiarità di Harolbio
Parliamo di una linea di oli da taglio a base vegetale, formulati con materie prime provenienti da fonti rinnovabili e biodegradabili che, oltre a garantire un ambiente di lavoro più sano e pulito, sono in grado di migliorare l’efficienza dei cicli produttivi e ridurre i costi. Harolbio è, quindi, rispetto dell’ambiente, del lavoratore e insieme efficienza produttiva. La volontà del team Bellini di promuovere una rivoluzione igienico-sanitaria a favore dei lavoratori operanti nel metalworking ha portato alla formulazione di questi oli da taglio concentrando la ricerca su tre obiettivi: 1. Eliminare gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) presenti negli oli di derivazione minerale che comportano rischi cancerogeni (in particolare il Benzo-apirene). 2. Abbattere la formazione di nebbie oleose. 3. Utilizzare materie prime senza limiti espostivi (5 mg/m3 per gli oli minerali). Per quanto riguarda i rischi patologici, il contenuto di Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) rilasciati nell’atmosfera dall’impiego dei fluidi lubrificanti tradizionali a base minerale ha degli effetti potenzialmente cancerogeni sull’organismo in misura proporzionale alla sua concentrazione. Questo rischio diminuisce all’aumentare del grado di raffinazione della base. Tuttavia, ricerche effettuate dal Prof. Apostoli et al. (1993) dimostrano che, anche prodotti altamente raffinati, che da nuovi sono dotati di un contenuto di IPA molto ridotto, all’aumentare delle ore di lavorazione aumentano progressivamente i livelli di concentrazione di IPA. Il risultato degli studi condotti dalla Bellini è una linea di prodotti in grado di garantire alle imprese del metalworking un ambiente di lavoro sano nel quale il rischio patologico per la salute dei lavoratori è annullato anche quando il prodotto è utilizzato a tempo indeterminato. Rilevazioni sperimentali hanno dimostrato che, anche in assenza di sistemi di ventilazione e/o aspirazione, negli ambienti di lavoro dove è impiegato Harolbio, la qualità dell’aria è persino paragonabile a quella degli ambienti esterni all’azienda. Per la loro formulazione, poi, gli oli minerali tendono a nebulizzarsi nell’atmosfera generando le tipiche nebbie di lavorazione. Test empirici hanno dimostrato che dove è utilizzato Harolbio l’aria è meno pesante e più trasparente, con notevoli vantaggi nella riduzione dei costi destinati ai filtri degli aspiratori. Inoltre, il micro-strato di olio tipicamente presente sulle pavimentazioni è drasticamente ridotto, se non del tutto eliminato. Ne risulta un altrettanto ridotto rischio di scivolamenti e di infortuni da movimentazione carichi.

Ambiente sì, ma anche riduzione di costi
L’attuale tendenza verso uno stile di vita sempre più “green” sta influenzando il modo in cui le imprese fanno business. Tuttavia non tutte le soluzioni proposte e adottate dalle aziende sono realmente in grado di conseguire vantaggi in termini di ecosostenibilità ambientale. Questa linea di lubrificanti nasce dal desiderio di essere promotori di un cambiamento vero. In termini pratici, scegliere Harolbio significa non solo slegarsi dal petrolio preferendo fonti rinnovabili ma anche ridurre l’inquinamento ambientale e le emissioni di CO2. Grazie alle sue caratteristiche formulative unite a una durata prolungata rispetto ai tradizionali oli lubrificanti, Harolbio permette una contrazione dei consumi energetici e una riduzione dei volumi dei rifiuti industriali. In aggiunta, data l’origine biologica di Harolbio, la fisiologica produzione di vapori durante le lavorazioni non inquina l’atmosfera. In aggiunta ai benefit per il lavoratore e per l’ambiente, i prodotti della linea Harolbio hanno prestazioni tecniche superiori ma a prezzi in linea con il mercato. Per quanto riguarda le sue caratteristiche chimico-fisiche, in confronto ai tradizionali prodotti a base minerale, Harolbio presenta un indice di Viscosità fisiologicamente superiore, un punto di infiammabilità più alto e nessun limite di esplosività. Inoltre esso presenta un coefficiente di volatilità quasi nullo che contribuisce a ridurne i consumi. Infine, l’utilizzo di Harolbio permette di ridurre l‘usura degli utensili fino al 40% per le lavorazione di leghe di alluminio e fino all’ 80% per la lavorazione di ghisa. Proprio per questa sua caratteristica Harolbio consente di produrre lotti più numerosi, limitando i tempi di inattività della macchina e i costi di riavviamento.

Bibliografia – Moscatelli D., Bellini M., Apostoli P., Evoluzione tecnologica nella lubrorefrigerazione e riduzione dei possibili effetti sulla salute degli esposti G Ital Med Lav Erg 2011 – Riva M.M., Bellini M., Leghissa P., Gambini D., Mosconi G. Esposizione a oli lubrorefrigeranti vegetali: effetti sulla salute G Ital Med Lav Erg 2012 .
Apri articolo in pdf

28-10-2014

Organi di Trasmissione La tornitura è quasi un'arte Rassegna stampaCase History Organi di Trasmissione: La tornitura è quasi un’arte

Articolo pubblicato dalla rivista Organi di Trasmissione di settembre 2014.

Case history uso Harolbio 5 di Bellini SpA presso Torneria Meccanica Savini

La tornitura è sicuramente l’operazione più diffusa nell’industria meccanica. Non c’è azienda di questo settore che non abbia qualche linea di tornitura o almeno qualche tornio nel reparto di manutenzione. Una realtà che ha fatto della tornitura quasi un’arte è la  Torneria Meccanica Savini. Per raggiungere questo obiettivo l’azienda romagnola si è avvalsa dei lubrorefrigeranti Harolbio 5 di Bellini SpA (…apri pdf per continuare)

Apri Articolo in Pdf

22-09-2014

Il sole 24 ore Innovazione da campioni d'incassi Rassegna StampaIl sole 24 ore: Innovazione da campioni d’incassi

Articolo pubblicato da “Il Sole 24 ore” in data 22/09/14 per il premio “Imprese X Innovazione” di Confindustria. Tra le aziende premiate Bellini SpA

L’innovazione ha portato alla realizzazione di Harolbio , nuova linea di oli biologici interi da taglio biodegradabili , usati pe r lavorazioni meccaniche e sviluppati anche con l’utilizzo di finanziamenti ottenuti dall’Unione europea. La Pmi è inoltre specializzata nella produzione di lubrificanti e fluidi con formule “su misura” per l’industria del metalworking 

“Il futuro delle Pmi italiane è legato a doppio filo all’innovazione: l’errore è non farla del tutto o farne troppo poca . È la Ricerca e sviluppo l’ingrediente che spinge i conti , nei casi migliori facendo crescere con tassi a due cifre il giro d’affari , e proietta le aziende sui mercati esteri , rafforzando le basi per la loro competitività . A confermarlo sono gli amministratori delegati di alcune aziende che hanno vinto il premio «Imprese x innovazione» . Come Marco Bellini, a.d. della Bellini Lubrificanti , un a Pmi del settore chimico che è riuscita a triplicare i l fatturato negli ultimi sette anni…”

18-09-2014

Bellini e dichiarazione di LussemburgoBellini SpA attraverso WHP aderisce alla dichiarazione di Lussemburgo

Bellini SpA già certificata WHP (Workplace Health Promotion) aderisce alla dichiarazione di Lussemburgo per Promozione della Salute sul lavoro.

Dichiarazione:

La Bellini SpA si impegna ai principi enunciati nella “Dichiarazione di Lussemburgo per la Promozione della salute sul lavoro nell’Unione Europea ” e li applica ai servizi di salute e sicurezza del lavoro nell’organizzazione.

I principi sono:

  • Codici di condotta aziendale e linee guida che vedono i lavoratori non solo come fattori di costo, ma come importanti fattori di successo.
  • Cultura d’impresa e politiche di gestio ne che includono la partecipazione dei lavoratori e lì incoraggia ad assumersi la responsabilità.
  • Organizzazione del lavoro che consente ai la voratori di conciliare le richieste del lavoro con le loro abilità personali e di controllo del loro lavoro e del supporto sociale.
  • Politiche del personale che integrano gli obiettivi di salute in tutte le altre aree dell’ organizzazione.
  • Integrazione dei servizi di salute e di sicurezza lavorativa.
  • Inclusione dei lavoratori, a tutti i livelli, nelle questioni relative alla salute (partecipazione).
  • Attuazione sistematica di tutte le misure e programmi (gestione del progetto).
  • Collegamento tra le strategie di riduzione del rischio con lo sviluppo di fattori di sicurezza e delle potenzialità di salute (approccio globale).

La Bellini SpA sottoscrivendo questo atto consente a BKK il Bundesverband/European.

Information, come Ufficio Nazionale di Contatto della Rete Europea per Promozione della Salute, di utilizzare il nome dell’organizzazione per scopi pubblicitari, con l’obiettivo di avvicinare le altre aziende all’ac cettazione dei principi della Dichiarazione di Lussemburgo.

17-09-2014

Premio Nazionale per l’Innovazione VI Edizione SpA si aggiudica Premio Nazionale per l’Innovazione VI Edizione – 2014

Premio Nazionale per l’Innovazione VI Edizione – 2014
Auditorio di Villa Farnesina
17 settembre 2014

Bellini SpA premiata nel settore Industria e Servizi Piccola e Media Impresa
Motivazioni:
“Per avere fatto dell’innovazione a 360° l’elemento portante del proprio successo nel settore dei lubrificanti per le lavorazioni meccaniche con particolare riferimento allo sviluppo di prodotti biologici, che consentono molteplici vantaggi in termini igienico-sanitari, di performance e di risparmio energetico.”

Ritira il Premio l’Amministratore Delegato, il Dott. Marco Bellini

Apri Elenco dei Premiati e motivazioni

04-07-2014

MecspeOrgani di trasmissione: Dai sistemi complessi alle macchine standard

Nell’ambito della manifestazione fieristica MECSPE, svoltasi a Parma lo scorso marzo, si è tenuto un convegno centrato sul tema “Lavorazione degli ingranaggi: dai sistemi complessi alle macchine standard”. Una sintesi dei numerosi interventi delle aziende specializzate coinvolte. Tra i relatori dr. Marco Bellini responsabile R&D della Bellini SpA.

Apri articolo in formato pdf

04-07-2014

MevisCase History Organi di trasmissione (Mevis): Un lubrorefrigerante adeguato migliora la rullatura

Case history: prodotto Harolbio 5 della Bellini SpA in lavorazione alla Mevis

Uno studio dettagliato, basato su prove sperimentali, analizza l’influenza del fluido da taglio in un’operazione di filettatura interna per rullatura.

Apri Articolo in Pdf

04-07-2014

RMO Emulsione e servizi per le officine Rassegna StampaCase History RMO: Emulsione e servizi per le officine

Case history: prodotti Torma B2 LC – Way 68 – Sprinter ADPV 32 della Bellini SpA in lavorazione alla Bitiesse lavorazioni meccaniche.

Il lubrorefrigerante è un argomento a volte sottovalutato nelle officine; eppure il suo costo è una piccolissima frazione del costo orario complessivo di lavoro, e da esso possono dipendere le prestazioni della macchina stessa.

Apri articolo in formato pdf

28-05-2014

TECNOLOGIE MECCANICHECase History TECNOLOGIE MECCANICHE Un rabbocco che rigenera

Articolo pubblicato rivista “Tecnologie meccaniche” di Aprile 2014

Un olio industriale che dopo cinque anni presenta ancora le caratteristiche iniziali e un servizio assistenza pronto ed efficiente: sono solo alcune delle armi che Bellini utilizza per soddisfare un numero crescente di clienti esigenti, come CPM di Nova Milanese (MI).

Apri articolo in formato pdf

17-10-2013

Techmec Dal minerale al vegetaleTechmec: Dal minerale al vegetale

Dal minerale al vegetale
articolo pubblicato sulla rivista Techmec di settembre 2013
di Andrea Pagani e Davide Davò

L’azienda Bellini si distingue non solo in quanto produttore di oli lubrificanti ad alte prestazioni la cui composizione chimica è studiata appositamente per rispondere alle esigenze dei clienti, ma anche per la linea di oli vegetali di elevata qualità che permettono all’operatore di lavorare in un ambiente più sano. (…continua a leggere articolo aprendo il link sotto)

Apri articolo in formato pdf

17-10-2013

RMO L importanza del lubrorefrigeranteCase History RMO L’importanza del lubrorefrigerante

Case history uso lubrorefrigerante Zeller+Gmelin ZUBORA 92 F BR (apri la scheda tecnica) presso Finazzi Osvaldo Officine Meccaniche

Articolo pubblicato sulla rivista RMO-Rivista di Meccanica Oggi di settembre 2013
di Gabriele Peloso

Per una corretta ed efficace lavorazione dei metalli è importante utilizzare lubrorefrigerantidi ultima generazione. Finazzi Osvaldo Officine Meccaniche non è sceso a compromessi nella scelta del refrigerante, sia per quanto riguarda la sicurezza degli operatori, sia per le caratteristiche di lavorazione (…continua a leggere articolo aprendo il link sotto)

Apri articolo in formato pdf

18-09-2013

Organi di TrasmissioneOrgani di Trasmissione: Più efficienza e sostenibilità con gli oli vegetali

Articolo pubblicato su rivista Organi di Trasmissione – settembre 2013

Più efficienza, sostenibilità e salute grazie agli oli di origine vegetale. Questo è il messaggio che Bellini ha lanciato nel corso del Gear Forum. Ricerche finanziate dall’azienda in collaborazione con il dipartimento della Medicina del Lavoro dell’Università di Brescia e di Bergamo hanno dimostrato che gli oli di origine vegetale non sono dannosi per l’uomo, a differenza degli oli di origine petrolifera che, al contrario, contengono sostanze tossiche.(…continua a leggere articolo aprendo il link sotto)

Apri articolo in pdf

17-01-2013

StreparavaCase History Macchine Utensili: Quando ecologia è sinonimo di alta produttività

Articolo pubblicato sulla rivista Macchine Utensili di febbraio 2013

La collaborazione con una prestigiosa azienda metalmeccanica italiana ha permesso di mettere a punto un prodotto lubrorefrigerante di ultima generazione, ecologico al 100% e capace di grandi prestazioni.

Il noto Gruppo Streparava ha sede principale in Adro (BS), ed è oggi una delle eccellenze italiane nel settore automobilistico, con oltre sessant’anni di attività consolidata, realizzando componenti per veicoli commerciali, industriali e bus. Il contributo offerto ai produttori di veicoli industriali e commerciali, autobus e automobili, trattori e macchine movimento terra è un servizio completo: dal design alla progettazione, dall’analisi per il processo di industrializzazione fino al processo di produzione. Paolo Rolfi, tecnico di reparto presso lo stabilimento e sede principale di Adro (BS), ci accoglie con queste parole: «Nel corso degli anni Streparava ha seguito un percorso di globalizzazione capace di condurre l’azienda ad essere sempre più “cost-effective”, operando in Paesi maggiormente sensibili a nuove metodologie produttive, in linea con lo sviluppo del mercato contemporaneo. Tra i nostri clienti figurano alcuni tra i più importanti OEM». Un progetto ambizioso Alcuni dei reparti più importanti del complesso produttivo di Adro sono destinati alle lavorazioni meccaniche per asportazione di truciolo. Tra le tante innovazioni di processo implementate da Streparava, abbiamo in questa sede deciso di approfondire quello forse meno “considerato”, ma di certo non meno importante, della lubrorefrigerazione. È ancora Paolo Rolfi a introdurci all’argomento: «Streparava è da sempre molto attenta alle problematiche ecologiche, così come dimostra la certificazione ambientale ISO 14001 che possediamo. Da questo punto di vista, cerchiamo da sempre di utilizzare prodotti “attenti” all’impatto ambientale e alla salvaguardia della salute dei lavoratori». Per tale ragione, il gruppo lombardo cominciò a interessarsi, già nel 2007, a una ricerca della Bellini S.r.l. (Zanica, BG), azienda con esperienza specialistica quarantennale nel settore dei lubrificanti e dei fluidi per l’industria. Michele Imberti, tecnico commerciale della società, entra nel dettaglio: «Cinque anni fa iniziammo a mettere a punto un prodotto nuovo attraverso un progetto cofinanziato dall’Unione Europea. Ci avvalemmo della collaborazione di importanti enti di ricerca, quali il Politecnico di Milano, la facoltà di Fisica dell’Università di Modena e quella di Medicina dell’Università Brescia, nonché per la fase di test delle prestazioni e di messa a punto, della partnership del Gruppo Streparava. Si è trattato di una sfida avvincente e appassionante, che si è conclusa con esito positivo nel 2010, con la nascita di una nuova linea di prodotti che oggi proponiamo al mercato con il nome Harolbio». Rolfi aggiunge: «Abbiamo supportato la Bellini in questo tipo di ricerca perché eravamo convinti della bontà del progetto, il cui fine era quello di mettere a punto un prodotto nuovo, che non solo risultasse pulito ed ecologico, ma anche garantisse migliori prestazioni dal punto di vista produttivo a costi contenuti». Per tale ragione, Streparava mise a disposizione della Bellini alcune macchine per la lavorazione di componenti meccanici complessi, che furono per la circostanza “svuotati” e rigenerati col nuovo prodotto. Poi, una volta partita la sperimentazione, fu avviato un sistema di monitoraggio costante di tutti i parametri: taglio, assorbimento elettrico, nebulizzazione, usura degli utensili e dei componenti, odori, pulizia, temperature dei motori, nonché presenza di elementi tossici per gli operatori quali IPA (idrocarburi policiclici aromatici), ecc.; con successive riformulazioni del prodotto e reiterazione dei test – a seconda dei risultati ottenuti – fino al raggiungimento, dopo oltre due mesi di sperimentazioni, del risultato ottimale: Harolbio. Imberti aggiunge: «Siamo riusciti a ottenere tutti i risultati che ci eravamo prefissati, ottenendo un prodotto assolutamente “pulito” e in grado di eliminare completamente tutti i rischi per la salute legati all’utilizzo di lubrorefrigerante nelle officine meccaniche, come sottoscritto e confermato dai medici interpellati. Inoltre, Harolbio permette di ottenere prestazioni di lavoro pari o superiori a prodotti di alta gamma già presenti sul mercato, e a prezzi competitivi e, tra l’altro, non soggetti alle fluttuazioni del prezzo del petrolio, essendo un prodotto di origine completamente vegetale». Una volta definita la formula giusta per olio intero, Bellini studiò anche la versione emulsionabile di Harolbio, versione che attualmente viene utilizzata con successo da Streparava. Paolo Rolfi conferma: «Oggi possiamo dire di aver visto giusto e di aver fatto bene a investire in questo progetto». Risultati sorprendenti Paolo Rolfi esprime con poche ma chiare parole tutti i benefici derivanti dall’utilizzo di Harolbio, e conclude così: «Il principale parametro che siamo riusciti a monitorare è quello relativo agli utensili, la cui vita è aumentata almeno del 15 – 20%, con un ottimo risultato in termini di contenimento dei costi. Quanto agli altri fattori, è difficile fare stime precise, ma i benefici sono stati evidenti anche a occhio nudo: sono migliorate le condizioni di lavoro a bordo macchina, e i test compiuti dalla ASL lo hanno confermato»

L’eccellenza del “Made in Italy”

L’impresa, fondata dal Cav. Del Lav. Gino Streparava nel 1951, si occupò inizialmente di generiche lavorazioni meccaniche e costruzione di macchine utensili. Nel giro di pochi anni, l’attività si ampliò, e venne caratterizzata nel tempo dalla progressiva fusione di diverse realtà industriali, in considerazione della complessità tecnologica dei prodotti, in costante mutamento e miglioramento. Oggi il Gruppo Streparava è una realtà specializzata nella produzione di componenti per telai, bilancieri, alberi portabilancieri, ponti valvola, comandi cambio, sospensioni, assali, ecc., destinati a essere successivamente assemblati su veicoli commerciali, truck, bus e applicazioni industriali, tutti realizzati secondo le specifiche dei singoli produttori (o su progettazione Streparava). L’integrazione dell’intero processo produttivo è da sempre l’elemento peculiare della politica dell’azienda lombarda, essendo proposti al cliente non solo componenti ma sistemi completi, integrati, “chiavi in mano”, pronti per essere installati sui veicoli. Paolo Rolfi spiega: «Realizziamo soluzioni altamente innovative attraverso la progettazione e l’implementazione di processi specifici approntati al nostro interno. La logica è quella di comprendere in un unico percorso le tappe vitali del prodotto: dall’ufficio tecnico, che fornisce gli elementi per la costruzione degli stampi, alla lavorazione meccanica, che utilizza i più moderni mezzi di produzione, alla divisione montaggio. In tale percorso vengono inclusi anche i trattamenti termici, fondamentali e strategici per la validità e l’efficienza del prodotto finale». Streparava è in grado di eseguire misure direttamente sul veicolo marciante su strada per acquisire tutti i dati necessari a riprodurre la situazione in laboratorio, attraverso l’impiego di strumentazione come: sensori di forza (per forze e momenti agenti sul mozzo della ruota), sensori di posizione resistivi, estensimetri, accelerometri, ecc. «Attraverso specifici software – riprende Rolfi – eseguiamo l’analisi e l’elaborazione del segnale acquisito, in modo da riprodurre sui nostri banchi le stesse condizioni rilevate su strada ed eseguire prove accelerate di verifica a fatica dei nostri prodotti». Streparava propone su richiesta le soluzioni e i prodotti propri, grazie anche a grande flessibilità operativa che deriva da una struttura produttiva capace di introdurre, in qualsiasi momento, le eventuali modifiche e personalizzazioni del prodotto. Ancora Rolfi: «Il nostro motto è “servire il cliente”. Tale motto rispecchia un impegno fondamentale: migliorare continuamente lo standard del prodotto, ottimizzare le prestazioni coniugando qualità e vantaggio economico, sostenere il partner nelle trasformazioni del mercato, seguirlo nelle sue necessità collaborando sotto il profilo tecnico sin dalle fasi di progettazione del prodotto». Oggi il Gruppo Streparava conta diverse sedi produttive nel mondo (in Spagna, Brasile, Cina e India) per un totale di oltre 500 dipendenti. L’azienda ha maturato nel tempo specifiche competenze, divenendo un’unica grande struttura in grado di assecondare le varie fasi di lavorazione del prodotto, dalle lavorazioni al montaggio finale, dalle lavorazioni meccaniche ai trattamenti termici, contemplando, dove necessario, l’utilizzo dei macchinari prodotti internamente.

Investire fa la differenza

La visita presso la sede produttiva di Adro è anche l’occasione per fare il punto della situazione dell’attuale periodo economico. Paolo Rolfi osserva: «Dopo la crisi del 2008-2009, e la ripresa del successivo biennio 2010-2011, possiamo dire che il 2012 è stato un anno interlocutorio dal punto di vista della crescita, nel senso che i volumi sono rimasti più o meno quelli dell’anno precedente, anzi, dobbiamo registrare un lieve decremento. Si tratta comunque di un buon risultato, se confrontato con quello medio del settore, per il quale si registrano perdite medie dell’ordine del 30%. In generale, sono in calo gli investimenti in tutto il comparto, in particolare nell’ambito dei veicoli commerciali, mentre tiene il settore dei veicoli industriali». Come state cercando di contrastare la situazione? «Noi stiamo investendo tantissimo, in particolare nella realizzazione di un nuovo reparto per la produzione degli assali con sistemi automatizzati». Paolo Aceti, dell’ufficio marketing della Bellini, ha una visione più trasversale: «La nostra impresa è cresciuta nel corso degli anni e ad oggi contiamo circa 50 collaboratori, forza vendita compresa. Abbiamo superato anche la prima ondata di crisi, quella del 2009, grazie all’ampliamento del numero di applicazioni e di clienti e anche per quest’anno, nonostante la stagnazione generale, registriamo un buon aumento del fatturato. Credo che questo risultato positivo, in controtendenza con l’andamento generale, derivi dall’aver spinto molto sull’indirizzo “green”. Abbiamo cioè puntato su prodotti biologici, biodegradabili e biocompatibili: tali prodotti nel 2011 hanno inciso per il 25% del nostro fatturato, ma la percentuale è costantemente in aumento e presto toccherà il 40%».

Alte prestazioni assolutamente naturali

Harolbio è l’innovativa linea di prodotti messa a punto della Bellini per la lavorazione di metalli. Si tratti di prodotti formulati con materie prime provenienti da fonti rinnovabili e biodegradabili, in cui l’utilizzo di esteri di derivazione naturale geneticamente e chimicamente modificati, abbinata a una tecnologia produttiva all’avanguardia, permette di rinunciare a oli minerali a base di esteri sintetici senza perdere in vantaggi produttivi. Le principali caratteristiche di Harolbio sono: maggiore stabilità all’ossidazione rispetto agli oli vegetali tradizionali e agli oli insaturi; ottimo potere lubrificante con coefficiente d’attrito ridotto del 30% in assenza di additivi EP; biodegradabilità superiore al 90%; rinnovabilità; assenza di IPA e di odori sgradevoli; alti punti di infiammabilità e di fumi. La tollerabilità igienico-sanitariaambientale è totale, così come l’atossicità. Non è un caso che gli oli della serie Harolbio presentino valore di TLV (Valore Limite di Esposizione) pari a zero; e alcuni test hanno addirittura dimostrato che l’IPA a bordo delle macchine sulle quali è usato Harolbio siano inferiori rispetto all’ambiente esterno. Michele Imberti spiega: «Abbiamo raggiunto tale risultato perché siamo riusciti a mettere a punto una base straordinariamente stabile, per evitare la polimerizzazione tipica dei prodotti vegetali, anche nelle situazioni più stressanti in termini di temperatura, pressione, reazioni chimiche, ecc., situazioni tutte verificate all’interno del nostro laboratorio». Tale “stabilità termossidativa” consente di prolungare la vita degli utensili, di abbattere le nebbie d’olio, aumentare la precisione di lavorazione e i parametri di taglio, ridurre i consumi.

Tendenza “verde”, processo irreversibile

La Bellini S.r.l. di Zanica (BG) è azienda fondata negli anni ’70, attualmente attiva nel mondo dei lubrificanti e dei fluidi per l’industria. I livelli prestazionali d’eccellenza dei suoi prodotti, spesso formulati “su misura” del cliente, sono riconosciuti dal mercato, così come la vocazione alla continua ricerca, alla qualità e alle politiche etico-ambientali. Da questo punto di vista, Andrea Bellini, dell’ufficio marketing della società, spiega: «La tendenza alle tecnologie verdi, cioè a creare prodotti con basi vegetali, è sempre più diffusa, specialmente in Nord Europa. In Italia, tuttavia, le imprese guardano maggiormente alle prestazioni e al prezzo, e non sembrano ancora adeguatamente sensibili all’argomento ecologico, soprattutto perché sono per lo più di piccola e media dimensione, mentre i vantaggi sono più evidenti, dal punto di vista della salute e dell’abbattimento dei costi di produzione, per impieghi su larga scala. Fortunatamente, grazie alla ricerca, è possibile sviluppare prodotti come il nostro Harolbio, in cui coesistono tutti e tre gli aspetti: ecologia, performance, prezzo. E, in ogni caso, siamo sicuri che anche in Italia la sensibilità ecologica crescerà nel tempo».

Apri articolo in pdf

17-01-2013

Trasmec Rassegna stampaTrasmec: Qualità, efficienza e sicurezza scientificamente riconosciute

Articolo pubblicato nel fascicolo di novembre-dicembre 2012 della rivista Trasmec

Da alcune ricerche condotte dal Professor Pietro Apostoli, direttore dell’Unità operativa complessa Igiene Tossicologia e Prevenzione Occupazionale dell’AO Spedali Civili di Brescia, è emerso come nell’impiego di oli vegetali in ambito meccanico le concentrazioni di IPA nei luoghi di lavoro sono simili a quelle dell’ambiente generale di vita e 50 volte inferiori a quelle misurate nelle postazioni in cui si usano liquidi a base minerale altamente raffinata.
Le lavorazioni meccaniche dei metalli sono uno degli ambiti sui quali, in Paesi come l’Italia, tradizionalmente Medicina del Lavoro e Igiene Industriale sono da sempre attive. Per introdurci all’argomento e per capire verso quale direzione le ricerche in questo campo si stanno maggiormente orientando, abbiamo interpellato un nome autorevole in materia: si tratta del Professor Pietro Apostoli, direttore dell’Unità operativa complessa Igiene Tossicologia e Prevenzione Occupazionale dell’AO Spedali Civili di Brescia nonché presidente della Società Italiana di Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale (SIMLII). “Nel settore di mia pertinenza, vi è una particolare attenzione alle problematiche dell’igiene e della salute nell’ambito del metalworking, – ha esordito Apostoli -. A dimostrazione di ciò, a questa tematica è stata dedicata anche la principale sessione del congresso nazionale SIMLII che si è svolto a Torino nel 2011.

L’obiettivo che ci proponevamo di raggiungere in quella occasione era di mettere a disposizione dei Medici del Lavoro le informazioni più complete e aggiornate sui cicli tecnologici, sui materiali usati e sull’organizzazione del lavoro nella metalmeccanica, in modo da consentire loro l’adeguamento delle conoscenze di base (il lavoro) su cui si fonda la loro attività di valutazione dei rischi, la sorveglianza sanitaria e la prevenzione nei luoghi di lavoro. In questo settore i fattori di rischio sono infatti numerosi e in rapida evoluzione. Sinteticamente possiamo suddividerli in rischi fisici (il rumore in primis), chimici (provenienti dai metalli lavorati o presenti negli utensili impiegati con i liquidi lubrorefrigeranti), organizzativi (ritmi e carichi di lavoro, turni, sovraccarico muscoloscheletrico). Nel tempo, entità e combinazione di tali rischi si sono modificati rendendo così necessario un loro aggiornamento che credo sia stato egregiamente raggiunto con il congresso di Torino”. I rischi del contatto con i liquidi lubrorefrigeranti Da parecchi anni il Professor Apostoli sta conducendo alcune ricerche approfondite sugli oli di origine minerale, al fine di mettere in evidenza che tipo di ripercussioni il loro impiego può sortire sulla salute dei lavoratori. Interessanti i risultati conseguiti, illustrati dallo stesso Apostoli: “Le patologie e i disturbi correlati con l’esposizione e il contatto con i liquidi lubrorefrigeranti tradizionali (a base minerale) sono stati per decenni uno dei temi di maggiore attenzione e preoccupazione per la tutela della salute dei lavoratori che li impiegavano. Per la loro composizione e per la possibile proliferazione biologica che in essi si poteva realizzare, si avevano a carico di cute e apparato respiratorio (che potremmo senz’altro definire come gli apparati bersaglio principali) patologie di tipo irritativo allergico (acute e croniche) e neoplasie. Nella nostra attività di ricerca, a questi temi abbiamo sempre riservato una speciale attenzione legata anche alle frequenti sollecitazioni che provenivano da un territorio come il nostro e dalle aree vicine particolarmente vocate alla metalmeccanica. I principali risultati conseguiti negli ultimi vent’anni riguardano la dimostrazione circa il rilievo che le miscele di idrocarburi aromatici polinucleari (IPA) aveva nel sostenere le azioni di tipo cronico degenerativo come i tumori, carat terizzandone i composti più pericolosi. Abbiamo inoltre dimostrato come il loro impiego aumentasse la quantità degli IPA nei liquidi, specie in alcuni tipi degli stessi; è stato inoltre documentato come l’azione mutagena sperimentale dei liquidi fosse anch’essa correlata con i loro tempi di impiego. Sono stati infine proposti e validati indicatori di contaminazione cutanea e di assorbimento-metabolizzazione delle miscele degli stessi IPA. Grazie a tali ricerche sono stati confermati i meccanismi fisiopatogenetici delle principali patologie prima ricordate, e formulate indicazioni sui materiali da utilizzare e sulle misure preventive collettive e individuali da adottare”. In base agli esisti di suddette ricerche, secondo Apostoli la misura preventiva obbligata e tradizionale da adottare sui liquidi consiste essenzialmente nella raffinazione sempre più spinta della base minerale e su un’attenta scelta delle altre componenti dei liquidi come i conservanti, gli antimicrobici, ecc. “Proprio in base alle ricerche effettuate – ha aggiunto Apostoli – ci si è però resi conto che, confrontando le concentrazioni degli IPA nei liquidi, anche a raffinazione più spinta solo un cambiamento di fondo poteva aiutare nel raggiungimento dei più soddisfacenti obiettivi di prevenzione. Da qui nasce la collaborazione con la società Bellini Srl (da quarant’anni attiva nel settore della lubrificazione industriale), nell’ottica di dimostrare con dati sperimentali come – a parità delle altre condizioni – l’adozione di oli a base vegetale portasse a una drastica riduzione delle componenti più tossiche dei liquidi lubrorefrigeranti. Nello specifico contributo scientifico che insieme agli specialisti del Politecnico di Milano e a Bellini Srl abbiamo presentato al congresso di Torino del 2011 di cui ho già accennato, è stato infatti dimostrato come nelle postazioni di lavoro in cui si svolgevano le stesse lavorazioni con le stesse macchine utensili e gli stessi sistemi di aspirazione, grazie all’impiego di oli vegetali si registravano concentrazioni di IPA simili a quelle dell’ambiente generale di vita e 50 volte inferiori a quelle misurate nelle postazioni in cui si usavano liquidi a base minerale altamente raffinata. Si tratta quindi di risultati molto interessanti e incoraggianti, pur nella necessaria attesa di conferme dalla sorveglianza sanitaria degli esposti a questi nuovi tipi di liquidi lubrore fri geranti”. Gli esiti di un’analisi quantitativa e qualitativa su oli vegetali e minerali La collaborazione tra Bellini Srl e l’équipe del Professor Apostoli è iniziata qualche anno fa come ci ricorda Alberto Bellini, fondatore di Bellini Srl, azienda a conduzione famigliare in cui operano i figli Marco Bellini, Chimico Industriale nonché Amministratore con delega all’R&D e Andrea Bellini, responsabile marketing. “L’équipe del Professor Apostoli – sottolinea Alberto Bellini – ha svolto un’analisi quantitativa e qualitativa delle nebbie d’olio che generalmente si riscontrano negli ambienti di produzione in cui si eseguono lavorazioni meccaniche. I dati raccolti hanno evidenziato come, in termini quantitativi ma soprattutto qualitativi, le nebbie oleose derivanti dall’utilizzo di oli a base vegetale siano migliori rispetto a quelle generate da oli minerali, in quanto non contengono IPA; gli oli a base vegetale risultano inoltre assai meno volatili e pertanto possiedono una minore tendenza a essere aerodispersi. Altro elemento a favore degli oli a base vegetale è che, in virtù della loro natura, non sono soggetti alla normativa REACH (acronimo di Registration Evaluation Auto – rization of Chemicals), a cui invece devono sottostare tutte le sostanze pericolose in Europa e quelle che hanno dei limiti espositivi. Con il tempo in Bellini ci siamo però resi conto che quello che mancava a questo tipo di analisi era una validità di tipo epidemiologico. Lo studio che Bellini Srl sta adesso conducendo in collaborazione con l’équipe del Professor Apostoli e in cooperazione anche con il dottor Giampiero Mosconi, Primario della Medicina del Lavoro dell’Ospedale Maggiore di Bergamo, ci permetterà dunque di verificare, su un campione rappresentativo di addetti ai lavori, le effettive condizioni lavorative in cui operano i soggetti e le ripercussioni possibili sulla loro salute. Ovviamente massima collaborazione proviene da tutte le aziende interpellate, perché questa ricerca ha come obiettivo finale quello di elevare in maniera importante gli standard qualitativi di tutte le aziende meccaniche e non solo quelle oggetto di studio”. Elevata tollerabilità igienico-sanitaria-ambientale Proprio partendo dagli studi condotti dal Professor Apostoli è nata Harolbio, la linea di lubrorefrigeranti vegetale di Bellini per lavorazioni meccaniche completamente svincolata dal petrolio. A illustrarcela brevemente è Marco Bellini, Chimico Industriale nonché Ammi – nistratore con delega all’R&D di Bellini Srl. “I lubrificanti Harolbio presentano una serie di vantaggi tecnico prestazionali veramente eccellenti. Come se non bastasse, già in fase laboratoriale, ci siamo resi conto che questi nuovi fluidi hanno un impatto igienico–sanitario nettamente più basso rispetto agli oli di origine minerale.

I benefici di Harolbio dunque non sono solo ad appannaggio dell’ambiente ma anche dell’azienda che li utilizza. Harolbio, nelle lavorazioni meccaniche, assicura infatti una maggiore resa degli utensili, una più lunga durata delle macchine, un ambiente di lavoro sano, privo di odori, fumi, perdite di olio, … dove non si rende più necessario effettuare periodici controlli medici sui dipendenti, in quanto non sussiste più un contatto diretto con elementi pericolosi (proprio perché Harolbio è un olio di origine vegetale).

I prodotti Harolbio sono formulati con materie prime provenienti da fonti rinnovabili e biodegradabili. L’utilizzo di esteri di derivazione naturale geneticamente e chimicamente modificati, abbinata a una tecnologia produttiva all’avanguardia, rappresentano il “cuore pulsante” dei prodotti Harolbio. Con Harolbio, Bellini ha saputo leggere nelle richieste espresse e inespresse dei propri clienti la necessità di colmare una lacuna dei prodotti per le lavorazioni meccaniche. Da anni, infatti, nel mercato dei lubrificanti industriali sono presenti oli lubrificanti a base di esteri di sintesi, ma questi spesso, nonostante i vantaggi provenienti dall’assenza di olio minerale, danno nel tempo problemi di stabilità termoico- ossidativa, con conseguente formazione di lacche e residui, e scarsi benefici per la formazione di fumi e nebbie e, a volte, sono caratterizzati da scarsa biodegrabilità e rinnovabilità. Gli oli Harolbio assicurano una maggiore stabilità all’ossidazione rispetto agli oli vegetali tradizionali e a quelli insaturi, dispongono di un elevato potere lubrificante grazie a un coefficiente di attrito ridotto del 30% anche in assenza di additivi EP e hanno una biodegradabilità superiore al 90%. Il loro impiego garantisce poi una completa rinnovabilità, un elevato punto di infiammabilità non riscontrabile in nessun’altra tecnologia formulativa, una totale assenza di olio minerale e quindi anche di tracce di I.P.A. (idrocarburi policiclici aromatici). Oltre all’assenza di odori sgradevoli del fluido durante l’uso, Harolbio possiede un alto punto di fumo, elevata tollerabilità igienicosanitaria- ambientale e totale atossicità: se l’olio minerale presenta un valore di T.L.V. (Valore Limite di Esposizione, cioè massima concentrazione consentita delle nebbie oleose nell’aria) di 5 mg di olio per mc di aria, con gli Harolbio questo valore è nullo”. Non solo oli da taglio interi ma una linea di soluzioni completa L’attività di ricerca & sviluppo in Bellini Srl è continua e senza posa. Sull’onda del successo riscosso con la linea di lubrorefrigeranti per lavorazioni meccaniche Harolbio, la società di Zanica (in provincia di Bergamo) sta sviluppando nuove tipologie di prodotti per fornire ai propri clienti una gamma completa di lubrificanti che non si limitino unicamente all’olio da taglio intero. Spiega Andrea Bellini, responsabile marketing dell’azienda di famiglia: “Bellini Srl ha recentemente creato una linea di lubrorefrigeranti emulsionabili a base vegetale e sta mettendo a punto una linea di oli idraulici che hanno tutti i plus della collaudata linea Harolbio. La nostra società intende dunque proporre una famiglia di prodotti completa per qualsiasi esigenza di lubrificazione, sempre nel rispetto dell’ambiente e della salute dei lavoratori. Da oggi, oltre ad Harolbio Bellini Srl propone dunque Torma Bio, un olio emulsionabile a base vegetale e Hy drobio, una linea di oli idraulici naturali. Ci tengo però a sottolineare che il nostro prodotto non è equiparabile agli altri oli naturali disponibili oggi sul mercato ma è qualche cosa di diverso. Il nostro non è infatti un olio di sintesi ma è una soluzione interamente vegetale. Una volta sviluppato viene infatti raffinato all’interno dei nostri laboratori per poi essere direttamente utilizzato dall’utente finale. Gli oli di sintesi, invece, subiscono raffinazioni intermedie che portano a un aumento dei costi e talvolta alla perdita di alcune qua lità importanti del prodotto originale. I lubrorefrigeranti Bellini rappresentano dunque un’alternativa realistica agli oli minerali e con prestazioni superiori che un olio raffinato non riuscirebbe mai a garantire. A riconoscere la validità del nostro prodotto non è dunque solo il mercato (Bellini Srl è tra i primi cinque produttori italiani di lubrificanti per uso industriale) ma anche le ricerche condotte dal Professor Apostoli e dalla sua équipe, che dimostrano su base scientifica la qualità del nostro prodotto sia a livello prestazionale che ambientale”.

Un curriculum di tutto rispetto
Pietro Apostoli è Professore ordinario, settore disciplinare MED 44 Medicina del Lavoro dell’Università
di Brescia e Direttore dell’UO Complessa Medicina del Lavoro Igiene Tossicologia e Prevenzione
Occupazionale dell’AO Spedali Civili di Brescia.
È Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro dell’Università di Brescia, sede amministrativa
delle Scuola aggregata Brescia-Insubria.
Insegna Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale nel Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, nella
Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro e nel Corso di Laurea in TPALL.
Pietro Apostoli è inoltre Presidente della Società Italiana di Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale (SIMLII)
per il periodo 2011-2014. Si è interessato soprattutto di xenobiotici occupazionali ed ambientali, curando
la messa a punto di metodi e indicatori di esposizione e di effetto precoce per metalli, solventi, composti
chimici come IPA, PCB, farmaci antiblastici.
Apostoli è stato anche relatore in numerosi convegni nazionali ed internazionali ed è autore di più di 850
pubblicazioni di abstracts, atti in extenso, libri, capitoli di libro ed articoli scientifici sulle più importanti
riviste nazionali ed internazionali di Medicina del Lavoro, Igiene e Tossicologia Occupazionale.

Apri articolo in pdf

17-10-2012

Articolo Didimo ZanettiCase History Organi di Trasmissione Articolo Didimo Zanetti – Ingranaggi: tutti i benefici di un lubrificante vegetale

Ingranaggi: tutti i benefici di un lubrificante vegetale

Articolo pubblicato sul numero di Settembre/Ottobre della rivista Organi di Trasmissione.

CASE HISTORY USO HAROLBIO PRESSO DIDIMO ZANETTI

Il miglioramento nelle competenze tecniche e il costante adeguamento dei mezzi produttivi consentono alla Didimo Zanetti di mantenere un’elevata competitività nel mercato degli ingranaggi. Ancor di più se l’impiego di un innovativo lubrificante vegetale rende il processo produttivo più efficiente e performante.

Con un fatturato in crescita di circa 33 milioni di euro, Didimo Zanetti è oggi una tra le più importanti realtà in Italia operanti nella produzione di ingranaggi. Nata nel 1953 come piccola officina meccanica, si è sviluppata negli anni fino a specializzarsi nella lavorazione di ingranaggi cilindrici e conici a dentatura diritta ed elicoidale. L’assorbimento dell’ex Zanetti Augusto, avvenuto nel 2000, ha infatti permesso l’ingresso anche nel mercato delle coppie coniche a dentatura spiroidale. Altro importante step di crescita aziendale si ha nel 2005, con l’apertura di uno stabilimento ad Aprilia (LT), in aggiunta a quello storico nel bolognese. «Oggi l’azienda – precisa l’ing. Michele Gualandi, responsabile di stabilimento e produzione sia di Bologna sia di Aprilia – è organizzata su due stabilimenti produttivi, ovvero a Bologna con la produzione di coppie coniche, dell’alberame, a cui si aggiunge un reparto di rettifica denti e di un’area di dentatura conico dritta; ad Aprilia si concentra invece la produzione dell’ingranaggeria cilindrica e a maggior parte della dentatura conico dritta. Il polo di Latina si caratterizza anche per avere al suo interno l’intero ciclo produttivo, dalla ricezione del materiale grezzo al prodotto finito». Al fine di ottimizzare il proprio ciclo di prodotto, a stessa azienda ha inaugurato nel 2008 anche un nuovo polo logistico, sempre nel bolognese (a poca distanza dal già esistente stabilimento), per un totale di circa 200 dipendenti e un parco macchine composto da oltre 200 unità. I benefici della formulazione vegetale. In questo contesto i vertici della Didimo Zanetti hanno sempre riposto grande attenzione non solo al continuo miglioramento nelle competenze tecniche, ma anche al costante adeguamento dei mezzi produttivi alle esigenze di un mercato degli ingranaggi sempre più esigente e, per certi versi, di difficile interpretazione. Ed è proprio nel 2009 che l’azienda instaura i primi rapporti con Bellini di Zanica (BG), azienda che può vantare
un’esperienza specialistica quarantennale diretta nel settore dei lubrificanti e dei fluidi per l’industria. «Dopo un primo contatto – prosegue l’ing. Gualandi – si decise di approfondire la conoscenza degli oli a formulazione vegetale di Bellini, in quanto la sostituzione di quelli minerali era già in corso di valutazione. Test che decidemmo di iniziare su una dentatrice conico spiroidale». Si decise dunque di avviare una serie di test che permettessero di quantificare costi e benefici delle diverse tipologie di prodotto disponibili sul mercato scelte dalla Didimo Zanetti. Fu così che i responsabili di officina dell’azienda iniziarono a raccogliere dati di performance di lubrificanti alternativi in condizioni di lavoro reali. Ciò al fine di poter soddisfare precise esigenze: impiego di un olio multifunzione, ovvero sia come olio da taglio che come olio idraulico, calo della fumosità, e maggior durata dell’utensile associati a una diminuzione del tempo ciclo per la realizzazione dei pezzi. In questo contesto, i lubrificanti appartenenti alla gamma Harolbio si caratterizzano per una serie di vantaggi tecnici molto interessanti, con un impatto igienico-sanitario nettamente più basso rispetto agli oli di origine minerale. In altre parole, benefici apprezzabili non solo dal punto di vista ambientale, ma anche dal punto di vista dell’operatore e del luogo di lavoro presso il quale quotidianamente si trova a lavorare.

Harolbio nelle lavorazioni meccaniche assicura infatti una maggiore resa degli utensili, una più lunga durata delle macchine, oltre che un ambiente di lavoro salubre, privo di odori, fumi e/o perdite di olio. Ciò significa un abbattimento nebbie in lavorazione (con conseguente risparmio sui filtri delle cappe di aspirazione), ridotte distorsioni dimensionali dei pezzi, aumento dei parametri di taglio, ottime finiture e, non ultima, la riduzione dei consumi sia energetici che di olio. Da aggiungere che non si rende più necessario effettuare i consueti periodici controlli medici sui dipendenti, in quanto non sussiste più un diretto contatto con elementi pericolosi (ribadiamo che si tratta di olio di origine vegetale). Aumento produttivo, prestazionale e qualitativo «I risultati raccolti – dichiara il signor Gabriele Montanari, tecnico coppie coniche nello stabilimento bolognese della Didimo Zanetti– mostrano come Harolbio abbia fornito alla nostra dentatrice delle prestazioni decisamente superiori ai prodotti alternativi valutati. In particolare, i tempi ciclo macchina risultano essere inferiori del 6,39 % e l’usura degli utensili è drasticamente ridotta. Ciò permette di poter aumentare il numero di pezzi lavorati per affilatura di un valore pari al 25% con un notevole aumento della produttività e una riduzione dei costi complessivi di affilatura». Visti gli incoraggianti risultati, l’obiettivo dell’azienda è quello di estendere proficuamente il prodotto su tutte le macchine attive in entrambi gli stabilimenti produttivi. Al momento in cui scriviamo Harolbio è in fase di test su una dentatrice cilindrica, mentre lo step successivo sarà quello di una prova su una sbarbatrice, con benefici attesi che devono essere in linea con quanto fin qui accertato. «In sintesi – conclude Montanari – il prodotto citato troverà applicazione su una trentina di dentatrici spiroidali e una quindicina di dentatrici cilindriche nello stabilimento bolognese, a cui si aggiungeranno oltre 50 macchine di lavorazione attive presso la sede operativa di Aprilia. Una procedura che si svolgerà in fasi successive ma che garantirà, al suo termine, importanti vantaggi sia dal punto di vista di ottimizzazione di processo che di qualità di prodotto. Senza tralasciare l’aspetto ambientale, ovvero un luogo di lavoro sano e igienico al 100%». Più in generale, il parco macchine dell’azienda è composto da soluzioni (molte delle quali attrezzate per il caricamento automatico tramite caricatori o robot) comprendenti: dentatrici a creatore e a stozza, sbarbatrici, rettifiche denti, dentatrici coniche a denti diritti, dentatrici coniche, lapper e tester. La gamma di prodotto che oggi la Didimo Zanetti è in grado di offrire nello stabilimento bolognese si esplica in coppie coniche (normalmente da un diametro 50 a 550 mm, a dentatura Face Hobbing e Face Milling), oltre a un alberame da 80 a 750 mm. «Presso lo stabilimento di Aprilia invece – conclude l’ing.Gualandi – viene prodotta ingranaggeria cilindrica con diametro esterno da 30 a 400 mm, con moduli che generalmente vanno da un minimo di 0,5 a 8». Soluzioni che trovano applicazione per la maggior parte (circa l’80%) al settore legato ai trattori e alle altre macchine legate agricole; per il 15% i prodotti realizzati vengono invece inseriti in macchinari per movimento
terra. La restante parte riguarda infine applicazioni speciali e di nicchia.

Apri articolo in pdf

24-09-2012

Fluido tecnicaFluidotecnica: Ecologici e sicuri

Articolo pubblicato nel numero di Settembre 2012 di Fluidotecnica

di GABRIELE PELOSO

Gli oli e i lubrorefrigeranti eco-compatibili sono sempre più richiesti dalla moderna industria metalmeccanica. Essi consentono di migliorare l’ambiente di lavoro, eliminare l’insorgenza di alcune malattie professionali ed evitano contenziosi con il territorio di appartenenza. Bellini Lubrificanti propone prodotti ‘verdi’ per l’industria

La crescente attenzione all’ambiente da parte dei consumatori ha portato all’introduzione sul mercato di nuovi prodotti eco-compatibili. Questa attenzione è aumentata anche nell’industria manifatturiera.

Oggi e aziende più moderne utilizzano, nei loro impianti, oli biodegradabili non tossici di origine vegetale. Ma non è tutto. Gli operatori chiedono all’impresa maggiori tutele per la propria salute. Le aziende da parte loro hanno capito che una migliore qualità dell’ambiente di lavoro aumenta produttività e soddisfazione per i lavoratori….
(apri il pdf per continuare)

Apri articolo in pdf

03-09-2012

BosisioCase History IEN La lubrificazione e il mercato della brocciatura

IEN: La lubrificazione e il mercato della brocciatura

Case History:
Eugenio Bosisio, direttore di stabilimento della Varinelli, spiega l’importanza di Harolbio 1,olio realizzato dalla Bellini Lubrificanti, per il miglioramento delle performance Articolo pubblicato dalla rivista IEN-ITALIA sul numero 9 di settembre 2012

Apri articolo in pdf

06-07-2012

Corriere della sera di Bergamo: Bellini batte la crisi con la formula segreta dei lubrificanti vegetali

Articolo pubblicato il 05/07/12 sull’edizione cartacea di Corriere della sera di Bergamo e sull’edizione online

Corriere della sera

Nella foto da sinistra: Stefano, Andrea e Marco Bellini

 

Apri articolo 

19-06-2012

Una lavorazione PulitaCase History UNA LAVORAZIONE PULITA

articolo pubblicato su UTENSILI e ATTREZZATURE di giugno 2012LLL

Case History: Harolbio per settore biomedicale presso la LLL

IL SETTORE BIOMEDICALE OFFREOTTIME OPPORTUNITÀ MA ALLO STESSO TEMPO RICHIEDE UNA COMPETENZA SPECIFICA NELLA GESTIONE DI MATERIALI DIFFICILI, COME IL TITANIO. LA SCELTA DEI LUBROREFRIGERANTI È MOLTO IMPORTANTE E QUELLI NATURALI OFFRONO CARATTERISTICHE OTTIMALI. ANCHE SOTTO L’ASPETTO IGIENICO AMBIENTALE.

Oggi è difficile sfuggire all’idea un po’ deprimente di ordinativi congelati e fatturati declinanti, oltre che a un mercato del lavoro più che stagnante. Ma è senz’altro possibile, soprattutto se si decide di adottare una visione rivolta decisamente verso l’alta tecnologia. Così, la  LLL, azienda milanese produttrice di meccanica ad alto contenuto tecnologico, ha deciso ormai da anni di concentrare i propri sforzi tecnologici e professionali in uno dei settori più promettenti ma anche più impegnativi del mondo della meccanica, che nel contempo apre però lo spazio a una crescita importante: il settore biomedicale…..(…continua a leggere articolo aprendo allegato)

Apri articolo 

12-06-2012

L Eccellenza fatta in casaSistemi&Impresa “L’eccellenza si fa in casa. A portata di mano”

Sistemi&Impresa N.5 – giugno 2012

innovazione: la voce dei giovani imprenditori

L’eccellenza si fa in casa. A portata di mano a cura di Luca Papperini

Marco Bellini è il Presidente del ‘Gruppo giovani imprenditori’ di Bergamo. Da alcuni anni è alla guida della sua azienda (la Bellini srl) attiva nella formulazione, produzione e commercializzazione di lubrificanti per l’industria metalmeccanica. La sua impresa impiega tutti i processi core di un’azienda di grandi dimensioni: Ricerca e Sviluppo, Produzione, Logistica, Amministrazione. Un’azienda strutturata ma ‘tascabile’.
Nonostante il ridotto numero di persone che vi lavorano (30), la Bellini rimane indipendente da qualsiasi attività in outsourcing. Una libertà concessa dal suo particolare modello organizzativo, una struttura agile, dove tutti i dipendenti sono chiamati a fare da ‘cerniera’ tra un processo e un altro.
Nelle attività di vendita non esistono intermediari. La Bellini vende i suoi prodotti attraverso il canale diretto, non tanto per abbattere i costi eliminando i passaggi, ma per ricevere un feedback immediato dal cliente, in modo da sviluppare reattività e velocità nella realizzazione di nuove formule e nell’ottimizzazione del prodotto. A Marco Bellini abbiamo chiesto di raccontare la sua esperienza di giovane imprenditore alla guida di un’azienda che ha saputo trasformare la crisi in un’opportunità di business.
In un contesto in cui è importante essere reattivi, che ruolo gioca l’innovazione tecnologica?
La crisi del 2009 ha segnato un positivo spartiacque per la Bellini. Di necessità abbiamo saputo fare virtù, modificando il modello di business e uscendo per sempre dalle dinamiche di contrazione dei costi.
Abbiamo evitato la mannaia della crisi con la ristrutturazione del portafoglio prodotti e della clientela – senza intervenire con tagli sul personale – concentrando l’attività di Sviluppo su prodotti ad alto contenuto tecnologico, prodotti unici, che nessuno offre sul mercato. Contemporaneamente abbiamo ristretto la clientela selezionando quella che avrebbe gradito la nostra offerta ad alto valore aggiunto. Nel 2011 abbiamo chiuso con un fatturato in crescita del 20% rispetto ai valori pre-crisi.
Quali sono gli obiettivi che vi siete dati per il 2012?
Uno degli obiettivi è trasferire al mercato la tecnologia dei nostri prodotti. Per questo abbiamo fatto importanti investimenti in comunicazione, in azioni di marketing e di internazionalizzazione, mantenendo segreta la formulazione dei prodotti per tutelare il nostro know how. Crediamo sia necessario agire in questa direzione perché vogliamo si conoscano le qualità ‘nascoste’ dei nostri prodotti, qualità che oggi ci hanno consentito di raggiungere un ottimo vantaggio competitivo. Proponiamo per esempio lubrificanti ‘worker eco-friendly’ con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita del lavoratore. Per questo abbiamo affidato una ricerca ai Dipartimenti di igiene industriale delle Università e degli Ospedali di Brescia e Bergamo per dimostrare che il nostro prodotto è molto più sicuro per il lavoratore.
Un approccio al business che prende in considerazione la sostenibilità dei ‘portatori di valore’ dell’azienda: le persone…

Crediamo sia l’approccio migliore. Un connubio tra business e responsabilità sociale, che porta innovazione. Spesso infatti l’innovazione non viene dall’alto, ma dai lavoratori stessi che sono a stretto contatto con i macchinari e che tutti i giorni cercano di ottimizzare processi e soluzioni. Per chi lavora negli uffici non è facile percepire i buchi di inefficienza della produzione, per questo ritengo che l’innovazione che viene dal basso sia davvero quella strategica, nonostante avanzi per piccoli passi.
Quali le difficoltà che si affrontano nel processo di passaggio generazionale?
È un tema a me molto caro in quanto ho vissuto il passaggio in prima persona. In veste di Presidente del ‘Gruppo giovani imprenditori’ di Bergamo mi sto impegnando nel portare avanti progetti in questa direzione.
Se prima della crisi si trattava di un vero ‘passaggio’, in cui l’imprenditore metteva la sua figura in secondo piano per affidare l’azienda in mano ai figli, oggi sarebbe da irresponsabili abbandonare la nave col mare in burrasca. La crisi ha creato così un vero ‘sinergismo generazionale’ nel passaggio
di consegne, abilitando un cambiamento stimolato dalla creatività dei giovani ma governato dalla saggezza dei senior.

Apri articolo 

02-06-2012

Company to watch 2012 NewsBELLINI HA OTTENUTO IL RICONOSCIMENTO DATABANK : “COMPANY TO WATCH” 2012

Il riconoscimento “Company to watch” è assegnato alla società che, oltre ad aver ottenuto una performance di vendita al di sopra della media settoriale e un buon livello di EBITDA/ricavi , si è contraddistinta per avere:

– consolidato una posizione di leadership nel proprio settore o in un ambito di specializzazione più ristretto
– adottato un modello di business coerente con l’evoluzione del settore
– conquistato uno o più punti di vantaggio competitivo sui principali fattori critici di successo del settore di specializzazione
– attuato particolari strategie di innovazione di prodotto o processo risultate vincenti o comunque distintive rispetto al grado di innovazione settoriale

Il riconoscimento “Company to watch” nasce dall’integrazione di questi fattori, correlati tra loro.
Ne consegue che il giudizio finale è frutto di analisi quantitative associate a valutazioni prettamente qualitative formulate dall’esperto di settore Databank.

Cosa ottiene l’azienda?

– Diploma di riconoscimento
– Lettera con specifiche valutative
– Visibilità sul sito Databank
– Possibilità di riutilizzare il marchio “Company to Watch” per proprie comunicazioni aziendali, così da valorizzare e dare ulteriore visibilità ai fattori di successo.
– Inserimento del logo aziendale nell’annuario Company to Watch 2012.

Apri diploma Databank

28-05-2012

NewsMec Rassegna StampaNewsMec: La lubrificazione industriale dal cuore “green”

La lubrificazione industriale dal cuore “green”

A Zanica (in provincia di Bergamo) opera Bellini Srl, società che vanta quarant’anni di esperienza nel settore della lubrificazione industriale. Oltre a un’ampia gamma di soluzioni (che comprende i lubrificanti vegetali dalle alte prestazioni e dal basso impatto igienico-sanitario Harolbio), Bellini propone soluzioni tailor made, realizzate anche in quantità limitate.

di Laura Alberelli Maggio-Giugno 2012

Bellini Srl è una realtà di riferimento nel campo della lubrificazione industriale, classificatasi tra i primi cinque produttori italiani di lubrificanti per uso industriale. Il suo programma di produzione è uno dei più completi disponibili oggi sul mercato: esso spazia dai fluidi per l’industria ai lubrorefrigeranti miscibili in acqua per il metalworking, dagli oli interi da taglio a quelli destinati all’autotrazione, dalle emulsioni per stampaggio e imbutitura alle soluzioni per lo stampaggio a caldo e a freddo, dai protettivi antiruggine agli sgrassanti per lavaggio metalli fino ai fluidi per l’elettroerosione.
Potenzialmente un’offerta così ampia soddisfa ogni tipo di esigenza in ambito meccanico. Ma se un cliente avesse comunque un’esigenza che non riesce ad appagare con le soluzioni disponibili a catalogo, Bellini è in grado di sviluppare, in cooperazione con l’azienda richiedente, prodotti tailor made (su misura), anche in piccoli quantitativi.
Questa nostra flessibilità produttiva è indicativa della vasta conoscenza in materia maturata dall’azienda in tanti anni di attività. Non a caso, noi di Bellini siamo considerati dei veri e propri consulenti della chimica!”. Ad affermarlo è Marco Bellini, Chimico Industriale R&D nonché Amministratore Delegato di Bellini Srl, azienda certificata UNI EN ISO 9001:2008. “Sempre più spesso infatti le aziende che hanno un problema di lubrificazione, metalmeccanico e non solo, si rivolgono a noi per un aiuto concreto. La nostra competenza nel settore ci viene da tempo riconosciuta, tanto da venire paradossalmente interpellati anche per risolvere problemi legati a prodotti non nostri ma della concorrenza. La fiducia che i clienti ripongono in noi è un motivo di grande gratificazione, ed è uno stimolo a proseguire il cammino evolutivo che abbiamo intrapreso qualche anno fa alla continua ricerca di nuovi prodotti e di nuovi mercati applicativi”.
Il cammino evolutivo a cui fa riferimento Marco Bellini risale al 2007, quando cioè nel pieno boom della “green economy”, in Bellini si è deciso di “cavalcare l’onda” sviluppando un prodotto completamente nuovo rispetto allo standard aziendale, e che avesse al tempo stesso tutte le carte in regola per diventare un potenziale “driver” nel mercato dei lubrificanti “green”. Da qui è nata la volontà di spostare il baricentro della Bellini verso prodotti ecologici, “verdi” non solo da un punto di vista ambientale ma anche per le aziende che scelgono di adottarli. Nasce da qui la linea Harolbio per lavorazioni meccaniche, di cui ci parla più approfonditamente Marco Bellini: “Ci definiamo produttori di lubrorefrigeranti per il metalworking indipendenti, perché la nostra nuova linea di prodotto Harolbio è completamente svincolata dal petrolio.
I lubrificanti Harolbio presentano una serie di vantaggi tecnico prestazionali veramente eccellenti. Come se non bastasse, già in fase laboratoriale, ci siamo resi conto che questi nuovi fluidi hanno un impatto igienico–sanitario nettamente più basso rispetto agli oli di origine minerale. I benefici di Harolbio dunque non sono solo ad appannaggio dell’ambiente ma anche dell’azienda che li utilizza. Harolbio nelle lavorazioni meccaniche assicura infatti una maggiore resa degli utensili, una più lunga durata delle macchine, un ambiente di lavoro sano, privo di odori, fumi, perdite di olio, … dove non si rende più necessario effet¬tuare periodici controlli medici sui dipendenti, in quanto non sussiste più un contatto diretto con elementi pericolosi (proprio perché Harolbio è un olio di origine vegetale)”.
La lavorazione dei metalli si fa “ecologica”

La linea Harolbio (come del resto buona parte dei prodotti Bellini) è frutto della proficua collaborazione tra il laboratorio di ricerca e sviluppo Bellini e diversi centri di ricerca universitari.
I prodotti Harolbio, destinati alla lavorazione di metalli, sono formulati con materie prime provenienti da fonti rinnovabili e biodegradabili. L’utilizzo di esteri di derivazione naturale geneticamente e chimicamente modificati, abbinata a una tecnologia produttiva all’avanguardia, rappresentano il “cuore pulsante” dei prodotti Harolbio. A parlarci della filosofia che sta dietro al progetto è, ancora una volta, Marco Bellini: “Con Harolbio, Bellini ha saputo leggere nelle richieste espresse e inespresse dei propri clienti la necessità di colmare una lacuna dei prodotti per le lavorazioni meccaniche. Da anni, infatti, nel mercato dei lubrificanti industriali sono presenti oli lubrificanti a base di esteri di sintesi, ma questi spesso, nonostante i vantaggi provenienti dall’assenza di olio minerale, danno nel tempo problemi di stabilità termoico-ossidativa, con conseguente formazione di lacche e residui, e scarsi benefici per la formazione di fumi e nebbie e, a volte, sono caratterizzati da scarsa biodegrabilità e rinnovabilità”.
Gli oli Harolbio assicurano una maggiore stabilità all’ossidazione rispetto agli oli vegetali tradizionali e a quelli insaturi, dispongono di un elevato potere lubrificante grazie a un coefficiente di attrito ridotto del 30% anche in assenza di additivi EP e hanno una biodegradabilità superiore al 90%. Il loro impiego garantisce poi una completa rinnovabilità, un elevato punto di infiammabilità non riscontrabile in nessun’altra tecnologia formulativa, una totale assenza di olio minerale e quindi anche di tracce di I.P.A. (idrocarburi policiclici aromatici). Oltre all’assenza di odori sgradevoli del fluido durante l’uso, Harolbio possiede un alto punto di fumo, elevata tollerabilità igienico-sanitaria-ambientale e totale atossicità: se l’olio minerale presenta un valore di T.L.V. (Valore Limite di Esposizione, cioè massima concentrazione consentita delle nebbie oleose nell’aria) di 5 mg di olio per mc di aria, con gli Harolbio questo valore è nullo.
“Secondo alcuni dati emersi da una ricerca condotta nell’ambito dei lubrificanti impiegati nella lavorazioni dei metalli, il rischio oncologico e quello igienico-sanitario può essere agevolmente controllato tramite riduzione o totale eliminazione degli I.P.A.”, puntualizza Marco Bellini. “L’impegno della Bellini negli ultimi anni ha portato alla creazione di una nuova linea di prodotti di derivazione naturale completamente esente da I.P.A. (idrocarburi Policlici Aromatici) con emanazioni pari a zero anche dopo un utilizzo prolungato (sei mesi).
L’analisi dei risultati di una ricerca condotta su un’azienda campione raccolti prima e dopo l’utilizzo di prodotti della linea Harolbio, ha mostrato che nell’ambiente di lavorazione i livelli di I.P.A. sono decisamente infe¬rio¬ri (-98,1%) a quelli delle lavorazioni con oli tradizionali (i quantitativi minimi ancora presenti sono da attribuirsi all’inquinamento atmosferico generico). Di conseguenza, il rischio oncogeno derivante da questi inquinanti risulta essere totalmente eliminato. In aggiunta a questi benefit, i prodotti della linea Harolbio presentano livelli molto bassi di volatilità. Proprio grazie a questa sua caratteristica, nelle trasformazioni dove Harolbio è impiegato le nebbie di lavorazione sono ridotte a livelli minimi. In aggiunta ai benefit per la salute, la limitata volatilità garantisce ambienti di lavoro più sicuri in termini di rischio di infortuni. Infatti, test empirici hanno dimostrato non solo che nei capannoni delle imprese operanti nel settore del metalworking dove è utilizzato Harolbio le arie sono meno pesanti e più trasparenti, ma il micro-strato di lubrificanti tipicamente presente sulle pavimentazioni è drasticamente ridotto, se non del tutto eliminato. Ne risulta un altrettanto ridotto rischio di scivolamenti e di infortuni da movimentazione carichi”.
Le prerogative di Harolbio sin qui descritte garantiscono innegabili vantaggi di tipo pratico a beneficio dei propri utilizzatori, come ad esempio il prolungamento della durata degli utensili, il forte abbattimento delle nebbie in lavorazione con conseguente risparmio di filtri nelle cappe di aspirazione, le ridotte distorsioni dimensionali dei pezzi, l’incremento dei parametri di taglio, l’elevato grado di finitura superficiale, la riduzione dei consumi sia in termini di energia che di olio.
Nuovi progetti in fase di sperimentazione

La nuova serie di lubrorefrigeranti ecologica Harolbio rappresenta dunque una valida alternativa ai fluidi a base minerale. Inoltre possiede tutti i requisiti necessari per andare alla “conquista” di settori applicativi fino a ieri impensabili con prodotti di questo tipo. Ma la ricerca in casa Bellini non si ferma qui.
“Se Harolbio è un prodotto destinato all’industria meccanica – conferma Marco Bellini – attualmente stiamo sviluppando nuove soluzioni indirizzate alla lubrificazione industriale. Con la linea Idrobio (denominazione che fonde insieme le due “anime” idraulico e biologico) proponiamo un range di oli idraulici e di oli per la lubrificazione dei macchinari.
Lo step successivo consisterà nello sviluppo di fluidi dalle caratteristiche ancora più “sfidanti”: si tratterà di oli in classi biodegrabili. Con questo tipo di prodotto siamo ancora in fase embrionale: prima comunque di essere introdotti sul mercato, i nuovi oli (come tutti i prodotti Bellini del resto) saranno sottoposti a numerosi test, svolti anche in collaborazione con diverse Università. La fase di test in laboratorio dura circa un anno e mezzo, dopo di che il prodotto viene testato sul “campo” da un campione scelto di nostri clienti per un periodo di altri sei mesi.
Riassumendo: con i prodotti a marchio Bellini è possibile ottimizzare ogni tipo di prestazione nel settore della lavorazione dei metalli e, a breve, saremo in grado di ottimizzare anche le lavorazioni in ambito industriale proponendo soluzioni dedicate”.

Proficue collaborazioni con il mondo accademico
Da quanto ha affermato Marco Bellini appare evidente come la collaborazione tra l’azienda di famiglia e il mondo accademico sia ormai diventata strategica per la messa a punto di nuovi prodotti. “Proprio grazie a una di queste collaborazioni è nato il progetto Harolbio”, afferma Andrea Bellini, responsabile marketing di Bellini Srl nonché fratello di Marco Bellini. “Nel 2007 la società ha infatti aderito al bando Driade Dafne, ottenendo così un co-finanziamento a livello regionale che ha contribuito in maniera significativa alla concretizzazione del progetto Harolbio.
Prima di allora avevamo già avuto altre proficue collaborazioni con istituti universitari: dapprima con l’Università di Modena (Dipartimento di Fisica) al fine di dimostrare che le prestazioni in laboratorio di un nostro prodotto fossero concorrenziali.
La collaborazione si è poi intensificata con il progetto Driade Dafne, che ha visto in questo caso la collaborazione tra Bellini e il Politecnico di Milano, oltre che con l’Università di Brescia e con gli Ospedali di Brescia che si sono occupati della valutazione dell’aspetto igienico-sanitario del prodotto Harolbio.
Attualmente, nel 2012, è in essere una collaborazione con il distaccamento universitario dell’Ospedale di Bergamo, che altro non è che il dipartimento di Medicina del Lavoro di Bergamo.
Per la nostra azienda è molto importante poter dialogare con diverse realtà accademiche anziché con una sola: il nostro intento è infatti quello di cercare le eccellenze in uno specifico ambito di pertinenza e di collaborare con l’Istituto più affine in base alle nostre necessità”.
Oltre alla collaborazione con le università, Bellini ha in essere anche un’altra importante collaborazione, questa volta di tipo commerciale, con la tedesca Zeller+Gmelin. Commenta Andrea Bellini: “Questa cooperazione ci inorgoglisce ed è, al tempo stesso, la testimonianza di come uno dei protagonisti del mercato tedesco nel settore della lubrificazione ritenga lo staff tecnico commerciale Bellini il riferimento collaborativo in grado di confermare con i fatti la loro immagine anche in Italia”.

Il “cuore dell’azienda è il laboratorio di ricerca e sviluppo

Ricordare la società Bellini unicamente per i suoi prodotti “green”, o per la sua capacità di creare soluzioni tailor made, oppure per la costante collaborazione con gli istituti universitari sarebbe però riduttivo. I punti di forza che identificano la società Bellini sul mercato sono molti altri ancora.
Come sottolinea lo stesso Andrea Bellini “se ci distinguiamo sul mercato per la nostra diversificata gamma di prodotti, che comprende prodotti sia a base minerale che vegetale, la nostra società si identifica anche per la snellezza della struttura. Ciò ci permette di mantenere un rapporto diretto con i clienti e di non avere intermediari, sia commerciali che tecnici. Il contatto diretto con il cliente è un plus che da sempre ci viene riconosciuto dal mercato.
Inoltre una struttura snella ci consente di essere particolarmente flessibili da un punto di vista produttivo, come ha precedentemente ricordato anche mio fratello Marco. Il nostro approccio è infatti quello di non imporre mai la nostra linea di prodotti standard ai clienti, realizzando per loro – su richiesta – anche nuovi codici di fluidi senza per questo avere il vincolo delle grandi quantità. Non esiste pertanto una richiesta del cliente che non siamo in grado di soddisfare”.
Da ciò si evince come il vero e proprio “cuore” dell’azienda Bellini, nonché punto di forza per eccellenza, sia il laboratorio interno dove l’interscambio di conoscenze e professionalità è garantito da un turnover costante di personale.
“Neolaureati e periti chimici – conclude Andrea Bellini – vengono assunti per un periodo di formazione; in un secondo momento, vengono indirizzati al reparto formulazione per poi passare all’attività vera e propria di ricerca e sviluppo, supportando così mio fratello Marco nel suo operato. Per un certo periodo alcuni periti svolgono anche attività di affiancamento ai nostri commerciali, fornendo così un valido servizio tecnico direttamente ai nostri clienti.
Riagganciandomi alle parole di mio fratello, oltre a essere considerati sul mercato come “consulenti della chimica”, Bellini è anche conosciuta come “portatrice di novità” da un punto di vista legislativo.

L’iscrizione di Bellini a Federchimica, nello specifico Gruppo Aziende Industriali Lubrificanti (GAIL), è per noi un importante stimolo alla responsabilizzazione di ogni scelta e una significativa riprova di un impegno a tutto campo. A nostro avviso aggiornarsi costantemente e sviluppare cultura di settore sono fattori imprescindibili per continuare a essere vincenti nelle moderne sfide del mercato.
Il nostro attivismo ci permette dunque di dialogare direttamente con l’organo legiferante preposto, che è poi il Parlamento europeo, conoscendo così in anteprima quali saranno le leggi che regolamenteranno il settore nei prossimi anni. Questa visione privilegiata del futuro ci permette di sviluppare già oggi prodotti conformi alle leggi di domani. Con i prodotti Bellini dunque i nostri clienti sono sempre all’avanguardia, sia da un punto di vista prestazionale che normativo”.

Apri articoli correlati

10-02-2012

Presidente Giovani ConfindustriaMarco Bellini eletto nuovo presidente Giovani Confindustria della provincia di Bergamo

Raccolta articoli pubblicati il 10.02.12 a seguito della nomina di Marco Bellini (amministratore delegato della Bellini Srl) a nuovo presidente del Gruppo Giovani imprenditori della provincia di Bergamo.

Testate:
– Corriere della Sera di Bergamo
– Il Giorno
– L’Eco di Bergamo

Apri articoli correlati

 

19-12-2011

Fluidotecnica Ecologici e sicuri Rassegna StampaMigliorare le lavorazioni meccaniche con i lubrificanti a basso impatto ambientale

Articolo pubblicato sulla rivista COMPONENTI INDUSTRIALI nr. 144 novembre – dicembre 2011

Rispetto per l’ambiente, risparmio energetico, miglioramento delle condizioni di salute per gli operatori dell’industria metalmeccanica: questi gli obiettivi del progetto realizzato dall’azienda bergamasca Bellini, in collaborazione con il Politecnico di Milano e con il sostegno della Fondazione omonima. Il risultato dell’intenso lavoro di ricerca è un lubrificante naturale, denominato Harolbio, completamente atossico e biodegradabile.

a cura di S.C.

I lubrificanti hanno la funzione di lubrificare, creando un sottile strato tra le superfici solide in movimento, in modo da ridurre l’elevato coefficiente di attrito e usura a causa delle proprietà specifiche delle superfici. Sono chiamati anche materiali intermedi e possono essere di diverso tipo: liquido (piu o meno viscoso); solido e gassoso. Quelli più comunemente utilizzati sono allo stato liquido.

La formulazione di un lubrificante
liquido per lavorazioni meccaniche
Un lubrificante per lavorazioni meccaniche può essere: non solubile in acqua (alta proprietà lubrificante e scarsa proprietà refrigerante) oppure solubile/emulsionabile in acqua (90-95% di acqua + 5-10% lubrificante); in questo caso la proprietà lubrificante dell’olio si aggiunge a quella refrigerante dell’acqua.
La formulazione tipica è composta da un olio base (fluido poco lubrificante che ha l’obiettivo di veicolare nella zona di lavoro gli additivi), che può essere di natura idrocarburica minerale o sintetica, e dagli additivi, ovvero da sostanze aggiunte con lo scopo di migliorare le prestazioni del fluido sotto diversi aspetti:
• Protezione dalla corrosione
• Protezione dall’ossidazione (invecchiamento)
• Antischiuma
• Emulgatori (per i prodotti solubili in acqua)
• Stabilizzanti microbiologici (per i prodotti solubili in acqua)

Come incrementare le prestazioni di un olio lubrificante per lavorazioni meccaniche.
L’aumento delle prestazioni di un olio lubrificante per lavorazioni meccaniche passa per la riduzione del coefficiente di attrito in tutti i regimi di lubrificazione; a questo proposito occorre agire sui seguenti parametri formulativi:
• Viscosità olio base (componente principale degli oli lubrificanti)
• Miscela degli additivi di prestazione (liquidi o solidi) ad azione fisica o chimica
• Cloroparaffine
• Composti organici solforizzati
• Composti organici fosforizzati (mono, di, tri-esteri fosforici, fosfine, fosfiti,…)
• Esteri (naturali, di sintesi, polmerici,…)
Questi agiscono in funzione della temperatura sviluppata nel punto di contatto utensile-materiale.

Gli esteri offrono prestazioni nettamente migliori dal punto di vista lubrificante.
Bellini è tra le prime realtà italiane nella produzione di lubrificanti e si occupa in particolare di ricerca e sviluppo di fluidi per lavorazioni meccaniche di origine naturale. Fino al 2006 la società bergamasca ha sviluppato prodotti con l’utilizzo di basi minerali cambiando solo la parte additivi per ottimizzare la curva di Stribeck, arrivando a quello che i tecnici hanno chiamato un “asintoto prestazionale”.
Da qui è nata l’idea di utilizzare basi diverse per aumentare le prestazioni. Test di laboratorio e prove sul campo hanno rivelato che gli esteri offrono prestazioni nettamente migliori in termini di lubrificazione.
Per questo motivo negli anni 2007-2009 la società ha finanziato un progetto di ricerca presso una università del centro Italia (Dipartimento di Fisica) per simulare in laboratorio la curva di Stribeck e studiare il comportamento degli additivi di prestazione in matrice esterea. Il lavoro di ricerca ha dimostrato che con base esterea si potevano ottenere prestazioni migliori di quelle massime ottenute con l’utilizzo di basi idrocarburiche. Inoltre si potevano ottenere anche riduzioni del 10% del coefficiente di attrito (μf).
Gli esteri sono più lubrificanti in virtù della struttura chimica che li rende polari e quindi adsorbibili sulla superficie metallica. Come mai allora non sono stati considerati fino al 2006? I motivi sono diversi. Innanzitutto le richieste di prestazioni degli utilizzatori finali erano facilmente soddisfatte dalla tecnologia formulativa tradizionale (olio minerale). Gli oli minerali avevano poi un vantaggio economico rilevante. Infine il mercato non era pronto a recepire il concetto di “green economy”, né i vantaggi igienico sanitari derivanti dall’utilizzo di fluidi provenienti da fonti rinnovabili.

Oltre a questi motivi, di carattere generale, vi erano poi motivi tecnologici specifici. Gli esteri, in particolare quelli vegetali, sono instabili rispetto all’olio minerale; inoltre degradano più facilmente durante l’utilizzo nelle lavorazioni rischiando di procurare problemi come:
• Formazione di sostanze acide: con rischio di ossidazione sia della macchina che dei pezzi lavorati;
• Formazione di residui di polimerizzazione con formazione di lacche che bloccano i cinematismi della macchina utensile.

Perciò, fino al 2006, per poter utilizzare prodotti a base esterea nelle lavorazioni meccaniche si dovevano utilizzare esteri molto stabili di sintesi che permettessero di garantire la stabilità termossidativa. L’utilizzo di questi esteri di sintesi presenta però costi troppo elevati e quindi non è diffondibile tra gli utilizzatori finali.

Gli esteri vegetali: una soluzione economica e, al contempo, prestazionale
Sulla scia dei primi risultati positivi nell’utilizzo degli esteri nella lavorazione meccanica, Bellini ha deciso di spingere, anche commercialmente, la loro divulgazione. Indi-spensabile, quindi, è stata la scelta di esteri più economici e largamente disponibili, quali gli esteri vegetali.
A questo punto è stata definita l’additivazione passivante, tramite ricerca di laboratorio, ed è stato selezionato il processo di raffinazione idoneo, arrivando al risultato di garantire la stabilità termossidativa necessaria per il loro utilizzo come fluidi lubrorefrigeranti nella lavorazione meccanica.

Ma vediamo quali sono le caratteristiche generali e i vantaggi degli esteri vegetali utilizzati da Bellini, confrontandole con gli oli minerali.
• L’estere proviene da fonti rinnovabili, quindi può essere contrassegnato dal marchio “Eco-Label”, mentre l’olio minerale deriva dal petroli;
• Compatibilità igienico sanitaria;
• Maggiore lubrificazione dovuta alla differenza intrinseca nella composizione chimica;
• Riduzione dei consumi di olio dovuti all’evaporazione; la tensione di evaporazione è nettamente inferiore rispetto all’olio minerale;
• Nessun limite di esposizione (olio minerale ha TLV: 5 mg/mc secondo ACGIH);
• Altissima tollerabilità igienico-sanitaria: non è irritante per la pelle e le vie respiratorie;
• Maggiore capacità di raffreddamento; il calore specifico dell’estere è maggiore dell’olio minerale;
• Alto punto di infiammabilità; permette di eseguire lavorazioni meccaniche senza presidio)
• Altissimo punto di fumo; permette di aumentare gli avanzamenti senza generare nebbie o emissioni);
• Alto indice di viscosità intrinseco (stabilità nelle lubrificazione in funzione della temperatura);
• Non esplosivo a pressione atmosferica in qualsiasi rapporto con l’aria.
Inoltre, come già detto, offre prestazioni migliori dal punto di vista della lubrificazione: riduzione dei coefficienti di attrito e aumento della durata degli utensili.

Le fasi principali dell’attività di ricerca
L’attività di raccolta dati è stata eseguita in modo comparativo, effettuando le registrazione con l’utilizzo di olio tradizionale e successivamente con l’utilizzo di olio a base vegetale, mantenendo costanti tutte le variabili: tipologia di lavorazione meccanica; materiali; lotti di produzione; utensili; operatori; temperature.
Per lo sviluppo di un prodotto solubile in acqua, importante è stato il contributo del dipartimento di Chimica, Materiali, e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano che ha permesso di studiare e ottimizzare un sistema emulsionante per la dispersione di oli vegetali in acqua.
Il sistema ha i seguenti obiettivi:
• Essere totalmente biodegradabile e non nocivo;
• Essere stabile in tutte le condizione di lavorazione;
• Mantenere le proprietà lubrificanti e prestazionali degli esteri naturali.
La prima attività di ricerca è stata il monitoraggio dell’utilizzo di olio lubrificante non solubile in acqua.
• Utilizzatore: Streparava
• Pezzo lavorato: bilancere
• Materiale: ghisa sferoidale
• Lavorazioni eseguite: foratura, fresatura, asportazione truciolo, maschiatura, alesatura.
I parametri monitorati sono stati i seguenti:
• Assorbimento elettrico di tutti i motori coinvolti nella lavorazione meccanica, con l’obiettivo di quantificare il risparmio di energia elettrica derivante dalla riduzione di μf;
• Resa utensile: è stato misurato il consumo dell’utensile (aspetto visivo) e successivamente l’incremento della durata;
• Consumo di olio;
• Olio residuo nello sfrido;
• Olio recuperato nel filtro elettrostatico di abbattimento nebbie;
• Aspetti igienico-tossicologici;
• Caratteristiche chimico-fisiche dell’olio in uso;
• Controllo qualità del pezzo lavorato: rugosità, durezza, tolleranze dimensionali.
E questi, infine, sono stati i risultati ottenuti:
• Consumi energetici: variazioni trascurabili.
• Attrito viscoso ha azzerato i vantaggi derivanti dalla riduzione di μf;
• Aumento resa utensili: 20-50%;
• Nessuna variazione parametri controllo qualità: in taluni casi leggero aumento rugosità superficiale, ma al di sotto dei limiti di specifica;
• Riduzione dell’olio recuperato nei filtri intorno al 40%;
• Riduzione impatto igienico-tossicologico.
Da notare, in conclusione, che il lubrificante è stato già testato in 4 aziende presenti nel nord Italia e non ha presentato problemi di compatibilità con l’olio minerale.

(Il testo è stato redatto sulla base della relazione tecnica a cura del dottor Marco Bellini, Amministratore e Responsabile R&S della Bellini S.r.l).

Apri articoli correlati

Articoli correlati:

 

30-11-2011

Lettera ai lavoratori e ai medici del lavoroLettera ai lavoratori e ai medici del lavoro

Pieghevole divulgato al 74° CONGRESSO NAZIONALE Società Italiana di Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale tenutosi a Torino dal 16 al 19 Novembre 2011

Lettera di Alberto Bellini:

 Caro medico del lavoro e Caro lavoratore,

Ho pensato di scrivere queste righe per informarti sugli sviluppi della ricerca tecnologica nell’ambito dei lubrificanti impiegati nelle lavorazioni dei metalli. Il progresso scientifico e l’impegno dei ragazzi dei laboratori della Bellini e di alcune delle maggiori università italiane, hanno reso possibile una rivoluzione igienico sanitaria e ambientale nell’ambito del metalworking: si tratta degli oli lubrificanti di derivazione naturale che in Bellini prendono il nome di HAROLBIO.
Proprio grazie a questo prodotto innovativo, noi della Bellini siamo riusciti a proporre un’alternativa ad ambienti di lavoro malsani, con aria pesante e pavimenti scivolosi. HAROLBIO infatti, nascendo dal rispetto e dall’attenzione che la Bellini ha per il lavoratore e per l’ambiente, permette di lavorare il metallo in situazioni di completa assenza di nebbie oleose minerali, tanto discusse per la presenza degli IPA, sostanze potenzialmente cancerogene. Inoltre, HAROLBIO è biodegradabile, assolutamente non tossico e non richiede precauzioni nel suo utilizzo.
In aggiunta ai benefit per il lavoratore, HAROLBIO ha prestazioni tecniche superiori a prezzi in linea con il mercato. Proprio per questo si conferma come alternativa realistica ai lubrificanti tradizionali ancor oggi largamente impiegati.
Abbiamo sviluppato questo prodotto per salvaguardare la tua salute e l’ambiente. Con HAROLBIO ci mettiamo dalla tua parte.
Questo è quello che, a mio avviso, ogni lavoratore si merita e dovrebbe pretendere.”

Alberto Bellini
Amministratore Bellini Srl ”

Apri articoli correlati

 

05-10-2011

Bellini, nuovo impianto per produrre oli vegetaliBellini, nuovo impianto per produrre oli vegetali Rassegna Stampa

Articolo pubblicato su “L’Eco di Bergamo” del 05/10/11.
Titolo: Bellini, nuovo impianto per produrre oli vegetali pag. 14

Un impianto ad hoc per la produzione di oli vegetali destinati alle lavorazioni meccaniche: sarà installato entro i primi di dicembre alla Bellini srl di Zanica, specializzata nella produzione di lubrificanti e fluidi ad uso industriale. L’azienda bergamasca commercializza gli oli in questione dal 2008, ma ultimamente la richiesta da parte delle aziende è cresciuta in modo sensibile e dalle circa 350 tonnellate all’anno prodotte ad oggi attraverso gli impianti per oli «tradizionali», la Bellini con il nuovo impianto punta a raggiungere le 700 tonnellate nel 2012, pari al 15% della produzione complessiva. «L’impianto che installeremo tra un paio di mesi (l’investimento si aggira intorno ai 300 mila euro, ndr) ha una capacità produttiva annua di 1.500 tonnellate – spiega Marco Bellini, amministratore con delega alla ricerca e sviluppo e alla produzione della Bellini – e si andrà ad affiancare a quello dedicato agli oli “tradizionali” che produce circa 4.500 tonnellate». I vantaggi degli oli vegetali sono presto detti: offrono prestazioni migliori dal punto di vista della lubrificazione garantendo una maggiore durata degli utensili, sono biodegradabili, consentono un risparmio sulla bolletta dell’energia e, essendo atossici, hanno un impatto igienico sanitario nullo, non irritando la pelle e le vie respiratorie.

La Bellini ha puntato molto sulla ricerca per mettere a punto questo tipo di oli e l’anno scorso ha partecipato al bando regionale Driade, coinvolgendo quattro aziende metalmeccaniche, la Giasini di Grassobbio, la Iame di Verdellino, la Rottigni Officina Meccanica di Cazzano Sant’Andrea e la Streparava di Adro (Brescia), oltre a MetalC, spin-off del Politecnico di Milano. «Quest’anno, invece – continua Bellini (figlio di Alberto, legale rappresentante dell’azienda, e fratello di Stefano, amministratore con delega all’amministrazione e contabilità, ndr) – puntiamo a fare ricerca in sinergia con il dipartimento di Medicina del lavoro degli Ospedali Riuniti».

FOTO: Da sinistra Stefano, Alberto e Marco Bellini

Apri articoli correlati

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi